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Euyo all’Abbado Note europee nel cuore estense

L’orchestra giovanile si presenta alla città Tagliani: che emozione avervi qui, benvenuti

Con il saluto del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, avvenuto ieri mattina al Teatro Comunale Abbado di Ferrara, si è ufficialmente celebrato il matrimonio tra Euyo, la European Union Youth Orchestra, e la città estense. Per i prossimi tre anni, infatti, questa prestigiosa istituzione culturale europea avrà sede proprio qui a Ferrara. Alla città la Euyo si presenterà venerdì prossimo (il 30 marzo) con il concerto guidato dal direttore Vasily Petrenko.

L’orchestra che raggruppa alcuni tra i migliori (e più giovani) musicisti d’Europa si esibirà in un ricco programma che permetterà agli spettatori di gustarsi il “Valzer di primavera” di Strauss Jr., il concerto per pianoforte e orchestra di Mozart e la Sinfonia 2 di Brahms. Si respira una grande emozione nell’aria e ci sono diversi fattori che lo testimoniano. In primis, ad esempio, i sold out già registrati per le date in cui si esibirà la formazione orchestrale, ma la fibrillazione traspare anche dalle parole dello stesso Tagliani, che all’incontro avvenuto ieri, senza nascondere l’emozione, ha affermato: «Per me è una soddisfazione immensa poter concludere il mio operato come sindaco ospitando questi ragazzi. Questa città aveva una sorta di obbligo verso il maestro Claudio Abbado, ed era quello di portare avanti un progetto e un’attenzione rivolta ai giovani che lui aveva avuto durante tutta la sua vita. Un impegno che si rivolge anche all’obiettivo di tenere alta al qualità della cultura musicale in città. Credo che questa sia una bellissima risposta di Ferrara. Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo». Concludendo il saluto, il sindaco ha poi scherzato con i ragazzi: «Vi assicuro che la stagione non sarà sempre così; in primavera, di solito, è più caldo. Benvenuti in città!».

La prestigiosa orchestra, dove militano 160 giovani talenti provenienti dai 28 paesi dell’unione europea, ha lavorato nel corso della sua esistenza con molti dei maggiori musicisti internazionali ed ha avuto tra i suoi direttori proprio Claudio Abbado. Euyo, inoltre, è da sempre sinonimo di tradizione e di qualità. Nel corso degli anni, infatti, si è esibita in quattro continenti ed ha toccato le principali città di tutto il mondo. Amsterdam, New York, Mosca, Abu Dhabi, Seul, San Paolo sono solo alcuni dei luoghi dove l’orchestra ha fatto tappa. Rivolgendosi ai giovani membri della Euyo, il Chief executive officer Marshall Marcus ha ricordato a tutti loro che «un’orchestra senza residenza, è come una famiglia senza casa. È un privilegio poter essere in questo teatro, dedicato a Claudio Abbado». Le prove dell’orchestra, i cui membri alloggeranno in diversi hotel della città, si svolgeranno all’interno del teatro di corso Martiri della Libertà e in altri luoghi strategici cittadini per circa una decina di giorni. In particolare, la collaborazione con il conservatorio Frescobaldi, permetterà ai ragazzi di eseguire le prove a sezioni all’interno delle aule attrezzate. Durante il periodo di residenza saranno diversi i progetti e le collaborazioni che nasceranno dal coinvolgimento delle associazioni musicali cittadine, il conservatorio e le principali istituzioni. Questo progetto di residenza è stato possibile grazie a diversi fattori che si sono intersecati negli ultimi mesi, allo sforzo cittadino va sommato quello europeo, che ha cofinanziato con una cifra intorno ai 600mila euro in tutto. Aggiungendo, ovviamente, anche l’impegno preso dal ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo guidato da Dario Franceschini.

Dario Favretti, direttore di Ferrara Musica, pensando alla nuova stagione, aveva spiegato: «Di certo uno degli elementi più interessanti da qui ai prossimi anni sarà la European Union Youth Orchestra (Euyo) residente qui per tre anni. Il livello di questa orchestra è decisamente alto perché al suo interno vi sono alcuni dei migliori musicisti d’Europa. Sarà l’occasione per proporre anche un repertorio musicale diverso. Vorrei che questa eccellenza artistica avesse modo di dialogare con la città; è importante che il teatro sia un tutt’uno con il contesto e non un elemento a sé».

Samuele Melloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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