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«Grande intesa tra noi» Così Rava e Rea fanno coppia sul palco

Due leggende del jazz made in Italy dal vivo alla Pandurera Il trombettista: tutto è cambiato ma la qualità è ancora reale

Questa sera, alle 21 al centro polifunzionale Pandurera di Cento (via XXV Aprile), arriva per la prima volta nella storia della cittadina carnevalesca il festival “Crossroads”. La rassegna musicale itinerante di Jazz Network, patrocinata dall’assessorato alla cultura della regione Emilia Romagna, e vedrà come protagonisti due jazzisti di caratura internazionale: il trombettista Enrico Rava e il pianista Danilo Rea. I due artisti, senza alcun dubbio punti di riferimento assoluto nel panorama ...

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Questa sera, alle 21 al centro polifunzionale Pandurera di Cento (via XXV Aprile), arriva per la prima volta nella storia della cittadina carnevalesca il festival “Crossroads”. La rassegna musicale itinerante di Jazz Network, patrocinata dall’assessorato alla cultura della regione Emilia Romagna, e vedrà come protagonisti due jazzisti di caratura internazionale: il trombettista Enrico Rava e il pianista Danilo Rea. I due artisti, senza alcun dubbio punti di riferimento assoluto nel panorama jazzistico italiano ed internazionale, di rado si sono esibiti con la formula intimistica del duetto. Nonostante la loro intensa attività, ascoltarli contemporaneamente non è cosa di tutti i giorni. La caratteristica principale dei due artisti è l’intensità delle performance e l’aforisma sonoro poetico è un marchio di fabbrica che li contraddistingue. Per questo motivo l’intesa tra i due artisti farà scoccare scintille che incendieranno il pubblico. Rava e Rea terranno il pubblico incollato alla scena, con una narrazione musicale avvincente che promette momenti di intensa emozione. Un’intesa che nasce dalla frequentazione reciproca dei due in passato, che li ha visti far parte di uno dei gruppi più amati del jazz italiano del nuovo millennio: “Un incontro di jazz”, l’iconica band che ha accompagnato Gino Paoli.

«Io e Rea – ha spiegato Enrico Rava – abbiamo un’intesa che nasce dal passato. Tra musicisti ci si intende alla perfezione, ed è come far parte di una tribù. Quando ci si rincontra e si hanno esperienze comuni, qualunque cosa può nascere. Il repertorio che possiamo portare in scena è talmente vasto che abbiamo dovuto scegliere in base a diversi fattori, come ad esempio l’acustica della sala dove andremmo ad esibirci. È la cosa che in generale fa sì che si prenda una direzione piuttosto che un’altra, in modo che l’esibizione risulti il più perfetta e godibile possibile. Il suono che la sala restituisce allo spettatore è determinante nella scelta dei brani e non essendo mai stato a Cento è per me una scoperta».

Rava, jazzista di un’esperienza ormai storica, ha voluto fare il punto anche sulla situazione di questo genere musicale nel nuovo millennio: «Il livello del jazz, soprattutto in Italia, è davvero altissimo. Ci sono talenti incredibili anche tra i giovani ma purtroppo la crisi si è sentita parecchio. Intendo dire che per chi è molto conosciuto, come può essere il mio caso o quello di Danilo Rea, non ci sono problemi. Questa cosa non si può dire dei giovani talenti che calcano i palchi dei nostro Paese, che si devono arrangiare come meglio possono. Negli anni Ottanta e Novanta la situazione era diversa, nel senso che si poteva tranquillamente vivere di jazz e questo ha fatto sì che nascesse un’innumerevole quantità di musicisti, che trovavano nel suonare il proprio strumento una vera e propria professione, con cui poter evidentemente vivere. Mi chiedo - afferma Rava - invece al giorno d’oggi come facciano questi giovani a tirare avanti. Come faranno in futuro a coltivare il loro incredibile talento, ma anche nel presente, se suonare non può consentirgli di mangiare. Devono necessariamente affiancare questa attività ad altro. Quello che mi conforta, è che nonostante questa situazione un po’ critica, il livello non è assolutamente calato, e sono sbocciati dei musicisti davvero fantastici, che ho potuto apprezzare nel corso degli ultimi vent’anni».

Posti da 20 a 25 euro. Per info e biglietti: 051684 3295.

Samuele Melloni

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