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Il sogno a strisce di De Biaggi Una vita dedicata ai fumetti

Malborghetto di Boara, il giovane ha trasformato la sua passione in lavoro Presentato in anteprima a Lucca il secondo volume della sua nuova storia

Chissà a quanti ragazzi è successo di iscriversi ad un istituto di scuola superiore ed accorgersi poi che la scelta non era del tutto azzeccata o per nulla pertinente alle proprie vere aspirazioni. La stessa cosa più o meno è successa anche a Massimo De Biaggi, ventisettenne di Malborghetto di Boara che dopo aver conseguito il diploma di perito aziendale ha cambiato decisamente strada.

Da grande appassionato di fumetti quale è, da un paio d’anni sta inseguendo un sogno, il suo sogno ovvero: d ...

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Chissà a quanti ragazzi è successo di iscriversi ad un istituto di scuola superiore ed accorgersi poi che la scelta non era del tutto azzeccata o per nulla pertinente alle proprie vere aspirazioni. La stessa cosa più o meno è successa anche a Massimo De Biaggi, ventisettenne di Malborghetto di Boara che dopo aver conseguito il diploma di perito aziendale ha cambiato decisamente strada.

Da grande appassionato di fumetti quale è, da un paio d’anni sta inseguendo un sogno, il suo sogno ovvero: diventare lui stesso uno degli autori che danno vita ai personaggi di cui segue le avventure. Così, nonostante i suoi studi superiori, sceglie di iscriversi alla scuola internazionale di Comics di Padova e comincia a partecipare a svariati concorsi. I risultati, ovviamente positivi, non tardano ad arrivare. Nel 2015 si piazza secondo classificato al concorso del fumetto città di Cento tema “Trincea”. Nello stesso anno vince la quarta edizione del concorso “Pazzi per il fumetto”, organizzato dalla Scuola Internazionale di Comics di Torino. Nel 2016 arriva un secondo posto al concorso “Dammi tregua, studio all’università”. E guadagna il primo gradino del podio al concorso del fumetto città di Cento tema “Maschere”. Lo scorso dicembre il giovane fumettista inizia a lavorare per la casa editrice Menhir Edizioni di Paolo Telloli, per la quale disegna il numero 10, numero speciale a tiratura limitata, de “Il morto”.

De Biaggi spiega: «Questo lavoro è prima di tutto una passione e quindi, pur passando giorni interi al tavolo da disegno, non mi sento per niente affaticato. Mi tengo in costante allenamento per trovare il giusto bilanciamento tra il bianco e il nero che serve per dare dinamismo ai personaggi e, di conseguenza, alla storia stessa». Dopo averla attesa, la seconda sceneggiatura per proseguire la storia de “Il morto”, è arrivata. La scorsa settimana è stato presentato in anteprima a Lucca il secondo volume del fumetto che ha tenuto De Biaggi occupato per oltre un mese.

«Tenacia, pazienza e determinazione sono le tre caratteristiche principali che bisogna avere per lavorare in questo settore. Il mio obiettivo - racconta il fumettista ferrarese - è quello di lavorare in questo mondo che seguo e conosco fin da quando ero piccolo. Continuerò a impegnarmi e a lavorare per ottenere risultati e raggiungere i miei obiettivi».

Cinzia Berveglieri

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