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I luoghi scenari di storie negli scatti di Marco Belli

I ghirrismi mattutini di Marco Belli sono scaturiti dopo un nubifragio che ha abbattuto il ponte di Magnolina, una piccola frazione immersa nella campagna di Rovigo. Seguendo le orme del grande...

I ghirrismi mattutini di Marco Belli sono scaturiti dopo un nubifragio che ha abbattuto il ponte di Magnolina, una piccola frazione immersa nella campagna di Rovigo. Seguendo le orme del grande Ghirri, l’autore ha cominciato scattando foto a luoghi abbandonati per i quali ha concepito delitti, orrori o inquilini inquietanti. Il progetto creativo ha mescolato da subito immagini reali a finzioni letterarie fino a diventare un pamphlet, un Adagio polesano, edito di recente da Babbomorto.

«Hanno cominciato a chiedermi se fossero ricerche d’archivio sul passato oscuro delle nostre province – esordisce Belli – ma non era vero niente. Ogni mattina, mentre andavo a insegnare a scuola verso Adria, incontravo luoghi sui quali la storia non si è mai fermata. Ho deciso così di creare aneddoti su località che non ne hanno, come Bellombra o Corcrevà, i cui nomi bastano da soli». Già nei romanzi che lo hanno affermato come giallista, Il romanzo dell’ostaggio (2015) e Uno sbaffo di cipria (2017), i luoghi sono i veri protagonisti e parlano più dei personaggi, caratterizzando sempre la scena del crimine. Fienili, ville e casolari sono gli spazi evocativi che lo hanno ispirato.

«È stato l’approccio di Instagram ad alimentare il mistero – incalza Belli – tanto che i miei flash narrativi hanno spinto alcuni ad andarli a cercare, oppure a inventare a loro volta un seguito alle mie parole, diventando una prova di scrittura collettiva. Durante lo scorso inverno non ho avuto bisogno di scovarli in mezzo ai campi o ai frutteti; anzi, ho scelto appositamente delle strade secondarie che chiunque potesse percorrere». La macchina fotografica che Belli ha utilizzato è una Sygma DT2 Merrill, la stessa che userà la sua Vivian Deacon. Nella seconda indagine che uscirà per Edicola Ediciones, la detective clochard si sposterà dal centro di Ferrara al cuore del Polesine.

«Le plaquette come la sua – conclude Antonio Castronuovo – vengono stampate in 33 copie numerate a mano. E di norma vengono esaurite in poche ore. Fin dall’inizio ho voluto che queste piccole cose diventassero dei rari. La filosofia è raccogliere intorno a un focolare del sorriso amici che scrivono. Tutti i testi vogliono essere ironici e un po’ satirici. Quello di Belli è un unicum». A proporgli la pubblicazione è stato proprio Castronuovo, ideatore di Babbomorto nonché scrittore e traduttore di fama.

Di fatto, Babbomorto Editore è un esercizio di stile, una sorta di Circolo Pickwick composto da quieti amatori della scrittura sorridente che vogliono divertirsi. (m.b.)



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