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IL CONCERTO

Dopo il Festival arriva Bungaro col nuovo singolo

Il concerto coincide con l’uscita del brano inedito. «Ornella è stata felice di affiancarmi a Sanremo»

FERRARA. “Bisogna imparare ad amarsi in questa vita, bisogna imparare a lasciarsi quando è finita”. Le parole cantate da Ornella Vanoni dall’alto del palco dell’Ariston, e della sua veneranda carriera (ed età) suonano limpide, vere, concrete. Ma se l’interpretazione della cantante italiana è impeccabile, il testo firmato da Bungaro non è da meno. E sarà proprio lui, cantautore brindisino, ad essere protagonista della serata Somethin’Else di questa settimana al Jazz Club Ferrara. Con il suo “Maredentro live” farà tappa venerdì al Torrione (corso Porta Mare, 112) dove, assicura, il pubblico assisterà a «qualcosa di diverso». Il suo nuovo singolo, Le previsioni della mia felicità uscirà lo stesso giorno in radio, tv e sul web. Per ingannare l’attesa in vista del concerto, Bungaro si racconta alla Nuova Ferrara parlando del nuovo brano e del concerto, ma anche di Sanremo, delle donne e dell’importanza dell’artigianato.

Sanremo 2018, Vanoni: "Voto Bonino, leggi su aborto e fine vita risultati concreti" Ci voleva Ornella Vanoni, sincera e senza peli sulla lingua, per portare la politica all'Ariston, in mezzo a tante bocche cucite visti i tempi di par condicio. Vanoni, in corsa al festival insieme a Bungaro e Pacifico con "Imparare ad amarsi", in sala stampa parla anche di attualità. Dichiarandosi fan di Emma Bonino ("Non ho dubbi, voto lei il 4 marzo"). E poi commentando le campagne contro la violenza sulle donne, in particolare quelle, ormai diffuse in tutto il mondo, sulle molestie nel mondo del cinema: "Delle star non mi importa niente - attacca - Io penso alle donne umili, sono loro che mi preoccupano"di Giulia Destefanis

Partiamo da questa coincidenza, quindi dal nuovo estratto dal suo ultimo album.
«Le previsioni della mia felicità è una canzone molto particolare - spiega -, che si trova all’interno del mio ultimo disco “Maredentro”. Il brano sia in radio, che in video, inizierà a passare proprio in concomitanza della mia data a Ferrara. Sono contento del videoclip, realizzato in maniera cinematografica e penso interpreti benissimo la canzone. Le attrici protagoniste sono le gemelle Angela e Arianna Fontana, già apparse nel film “Indivisibili” di Edoardo De Angelis».
Nel 2018 ricorrono i trent’anni dalla sua prima volta all’Ariston e i 20 dalla vittoria del premio Mia Martini. Che effetto le ha fatto tornare a Sanremo?
«È stato tutto spontaneo. Avevo quella canzone in cantiere da tempo e ad un certo punto è stato come se mi chiamasse. Condividerla con Ornella (Vanoni, ndr) è stato quasi naturale. Avevo già lavorato con lei altre volte ed è avvenuto tutto in modo molto spontaneo. A lei il testo è piaciuto e ne sono stato felice. Per tornare a Sanremo avevo bisogno di una cosa vera, niente di costruito. In questi anni ho girato molto. Ho scritto musica per il cinema, ho sperimentato vari generi, collaborato con tanti artisti e sono arrivato in Brasile, mio grande amore, scoprendone la cultura e la tradizione musicale. Quello che ho intrapreso dal 2004 ad oggi è stato un percorso di grande semina che mi ha permesso di tornare a Sanremo con una consapevolezza diversa».

"Anna verrà", l'omaggio a Pino Daniele di Bungaro e Fresa Napoli, emoziona il pubblico l'interpretazione di "Anna verrà" eseguita da Bungaro e Antonio Fresa al Palapartenope. Un omaggio a Pino Daniele in occasione del concerto-tributo "Je sto vicino a te"video Pier Paolo PetinoFacebook

Un paio d’anni fa scrisse quattro brani per Fiorella Mannoia, ci sono aspetti in particolare che la attira dell’universo artistico femminile?
«Sono sempre stato attratto dall’universo femminile. Mi colpiscono la sua forza e la sua imprevedibilità. Quando scrivo canzoni d’amore o a sfondo sociale penso sempre a loro, a come vivrebbero quelle parole attraverso gli occhi, i movimenti e i pensieri femminili. Aver avuto la possibilità di lavorare con voci e grandi personalità della nostra musica è per me un privilegio. Fiorella e Ornella, ad esempio, sono storicamente due artiste che hanno detto la loro. Scrivere per me e per altri è per me uno stimolo a inventare sempre qualcosa di nuovo».
Attraverso lezioni, master e workshop incontra tantissimi giovani musicisti: come vede il mondo della musica oggi e quali sono i tre consigli fondamentali che dà, se li dà, a ragazzi e ragazze che intendono intraprendere questa strada?
«Sono ormai quindici anni che conduco masterclass e incontro giovani artisti, ho sempre riscontrato nei ragazzi e nelle ragazze una curiosità speciale, che si incontra solo nell’universo giovanile. Il consiglio che cerco di dare sempre, e che do sempre anche a me stesso, è quello di lavorare perseguendo la qualità. È bello e importante lavorare in maniera artigianale. Bisogna avere il coraggio di compiere le proprie scelte, di progettare e scrivere il proprio percorso. Oggi percorrere questa strada è più difficile rispetto a vent’anni fa ma bisogna provarci. È fondamentale esporsi, ma bisogna saperlo fare con la giusta consapevolezza».
È assorbito dal tour o sta già pensando ad altro?
«Mi fermerò un pochino a giugno per mettere a punto alcuni brani che ho abbozzato nel corso di questi mesi mentre ero in tour. Poi a luglio si riparte per altri concerti in giro per l’Italia e in autunno torno in studio per iniziare a registrare il nuovo album. Contestualmente - chiude - finirò la produzione del disco di Rakele, una giovane artista che ho scoperto proprio ad una delle masterclass che ho condotto e nella quale credo molto».

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