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Oggi all’Ibs 

Limonov arriva a Ferrara «Io, il carcere e la scrittura»

Oggi alle 18, alla libreria Ibs+Libraccio di Ferrara, Eduard Limonov presenta il suo libro “Zona industriale” (Sandro Teti Editore). A dialogare con l’autore, intellettuale dissidente russo divenuto...

Oggi alle 18, alla libreria Ibs+Libraccio di Ferrara, Eduard Limonov presenta il suo libro “Zona industriale” (Sandro Teti Editore). A dialogare con l’autore, intellettuale dissidente russo divenuto celebre presso il grande pubblico grazie al best seller di Emanuel Carrère pubblicato nel 2014, sarà Vittorio Sgarbi. Modera l’incontro Sandro Teti.

Ieri Limonov ha risposto alle nostre domande.

Perché ha voluto scrivere questa autobiografia?

«“Zona Industriale” parla del periodo immediatamente successivo alla mia scarcerazione. Non è l'ultimo romanzo che ho scritto. Ho raccontato e pubblicato in Russia altri momenti della mia vita, precedenti e successivi alla prigione».

Cosa ha significato per lei la prigione?

«Un'esperienza altamente formativa. Ho ripreso a vivere in modo semplice, spartano. Questo intendo dire quando scrivo di “essere sceso dal piedistallo del mio intelletto e del mio sapere”. Ero in carcere, ho vissuto come ritenevo giusto vivere in carcere. Ero pronto per rimanerci a lungo, ma mi hanno liberato... ».

Come vede oggi l’Italia e la sua situazione politica?

«Vedo che è difficile accordarsi per fare un governo e riuscire a farlo durare. Da noi la situazione politica è molto più definita».

Chi è oggi Eduard Limonov?

«Non guardo spesso indietro. Ho vissuto una vita intensa, questo sì, ma niente di straordinario. L'Eduard Limonov di oggi pensa e dice quello che pensava e diceva 15 anni fa. La fermezza e l'intensità dei miei pensieri non si sono affievoliti negli anni. Anzi...».

Come trascorre oggi le giornate?

«Passo molte ore della giornata a scrivere. Non soltanto romanzi e poesia, ma soprattutto scrivo di politica per importanti testate giornalistiche russe. Dedico anche molto all'attività politica».

Le manca qualche momento del passato? E perché?

«Il passato è andato. A cosa serve recriminare o lasciarsi andare a inutili malinconie? Bisogna guardare sempre e solo avanti. A me interessa il futuro e quello che riuscirò ancora a fare».



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