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Riondino e Brunello a “Parole d’autore” per narrare Bob Dylan

Oggi a Santa Maria Maddalena chiude la rassegna letteraria L’attore e il 20enne chitarrista celebrano il noto cantastorie

Venerdì a partire dalle 21 al teatro don Gino Tosi in piazza a Santa Maria Maddalena termina l’ottava, fortunata, edizione della rassegna letteraria “Parole d’autore - Occhiobello Letteratura 2018”, curata come sempre da Cuore di carta eventi, con direzione artistica di Bruna Coscia e il patrocinio del Comune di Occhiobello. Una manifestazione culturale segnata anche quest’anno dal successo.

E proprio la stessa Coscia è indirettamente la protagonista dell’ultimo appuntamento, perché è stata proprio lei a vedere per la prima volta un’esibizione con la chitarra del musicista figlio d’arte Pietro Brunello (il padre Mario è un grande violoncellista di Castelfranco Veneto), 20enne appassionato di Bob Dylan che presentava le canzoni del “cantastorie” e premio Nobel statunitense in giro per i pub del Veneto.

Alla stessa Coscia è venuta l’idea di trasformare questo live in una presentazione musical-letteraria, ma ovviamente al virgulto musicista doveva affiancare un uomo di lettere ed ecco l’idea di chiamare David Riondino, istrionico regista, attore, cantante e scrittore fiorentino. E se l’anno scorso parlò di Dante affiancando il disegnatore Manara, quest’anno a Santa Maria avrà il compito di “guidare” Brunello, sempre per parlare di Dylan.

«Il protagonista è lui - racconta Riondino -, io mi limito ad affiancare questo giovanotto che ho già avuto il piacere di incontrare in un’altra presentazione. Lui ci mette la “sostanza” musicale, che è molto bravo ed è stato scoperto per caso da Bruna. È partito con una tesina su Bob Dylan e la stranezza consiste nel fatto che, pur così giovane, è diventato un grande esperto di Dylan. È interessante conversare su questo tema e su come si può percepire dall’esterno».

E lei Dylan l’ha ovviamente vissuto tutto: «Ho dieci anni in meno di lui (11, ndr), non è solo un cantautore, è uno scrittore, lo dimostra il premio Nobel ricevuto. Dylan è stato importante per tutti, non solo per quelli della nostra generazione, lo dimostra Brunello e spero che in futuro siano tanti, non solo in Italia, a studiarlo, perché a mio parere va paragonato a poeti e scrittori. Ecco, diciamo che quella di Dylan è una letteratura arcaica, richiama la tradizione orale, lui con la musica dà ritmo alle parole. Dylan, prima di chiunque altro, ha dato musicalità al fraseggio, con sillabazioni e metrica anomale e mai sentite prima, al di là dei concetti che esprime. D’altronde, negli Stati Uniti la canzone è vista come un atto di terapia quotidiana, magari accadesse lo stesso in Italia...».

Come detto il protagonista è il 20enne Pietro Brunello, cresciuto in un mondo di musica, ma la scoperta di Dylan è stata casuale: «Lo ama mia sorella - ci racconta -, da quando ha vinto il Nobel ho iniziato ad interessarmi alla sua musica, ho letto i primi testi e visto con i miei occhi il significato delle parole e la magia del mix con la melodia. A fine liceo mi sono avvicinato alla letteratura inglese e alla poesia, trovando tanti dei riferimenti fatti da Dylan nelle sue canzoni».

Ma Dylan per un ventenne cosa rappresenta? «Lo sento così vicino perché ha espresso i concetti che vorrei esprimere io, parla come i ragazzi della mia generazione, racconta le ingiustizie, la voglia di ribellarsi, ma anche i sentimenti tipici di un giovane. Ha già detto tutto quello che vorrei dire io, lo ammiro tantissimo. In particolare, affronto i primi anni della carriera di Dylan, dal 1962 al ’66, è perfino difficile spiegare quanto lo senta vicino a me. Per gli anni successivi è presto, ho potuto ascoltarlo di recente nel concerto di Roma (lo scorso 4 aprile, ndr) e in effetti non ho ben capito la sua fase successiva, ma sono sicuro che troverò cose di valore».

Come funziona l’accoppiata con Riondino? «David mi aiuta tantissimo nell’analisi del testo e per i tanti rimandi che possono scaturire. Diciamo che in questa conversazione musicale (Brunello esegue 12 brani famosi di Dylan, ndr) diamo degli spunti al pubblico per capire quanto è profondo il lavoro del musicista e, magari, qualcuno potrà anche scoprire cose nuove di lui. E David ha vissuto in pieno il cambiamento portato da Dylan, la sua e la mia sono visioni parallele dello stesso cantautore».

Ma come Dylan ci sono altri grandi letterati nella musica, anche in Italia, li studierà? «Dylan per me è una tale ossessione che per il momento sto ascoltando e studiando solo lui. Mi dicono in tanti “ascolta e guarda il resto”, ma credo - conclude Brunello - ci sia ancora tanto da scoprire in lui e spero di averlo sempre vicino nella vita. Per il resto ci sarà tempo, no?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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