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L’uomo che predisse Trump

«Enorme imbroglione». La “profezia” in un libro del 2004

«È ignorante per quanto riguarda il governare, la storia, la scienza, la filosofia, l’arte, incapace di esprimere o riconoscere sottigliezze o sfumature, privo di ogni decenza, con un vocabolario di settantasette parole che è meglio chiamare cretinese anziché inglese». Per Philip Roth, Donald Trump va oltre ogni immaginazione, sia come personaggio pubblico sia come tipo umano. In un’intervista rilasciata nel gennaio 2017 al “The New Yorker”, il premio Pulitzer cui è stato negato il Nobel non si è fatto remore nel manifestare il suo parere sul tycoon arancione, arrivando a definirlo «un artista della truffa». Parlare dell’attuale presidente Usa con Roth, per chi poteva avvicinarlo, anche solo per email, dopo la sua decisione di smettere di scrivere per motivi di salute, portava inevitabilmente a chiedergli come vedesse la situazione in America, dopo che proprio lui, in qualche modo, l’elezione di Trump alla Casa Bianca l’aveva anticipata nitidamente nel romanzo “The plot against America” (Il complotto contro l’America), pubblicato nel 2004. Nel suo racconto fantapolitico, infatti, Roth immagina che le elezioni presidenziali del 1940 siano state vinte da Charles Lindbergh, l’aviatore della prima trasvolata atlantica in solitario e senza scalo da Long Island a Parigi, un razzista, antisemita fino all’ossessione e isolazionista, creatore di quello slogan «America first» che Trump ha poi fatto suo. E che a interferire in quel successo elettorale nel romanzo sia una potenza straniera, la Germania nazista, che manipola Lindbergh e la moglie come burattini. Quasi un flashforward sull’ingerenza della Russia nelle ultime elezioni presidenziali americane. Ma Roth ha sempre rifiutato l’accostamento del suo personaggio a Trump. «Lindbergh – ha detto in un’intervista di pochi mesi fa con il New York Times – è stato un vero eroe americano, storicamente un Magellano dell’aeronautica, uno dei fari della storia dell’aviazione, al suo confronto Trump è un gigantesco imbroglione, la somma diabolica dei suoi difetti, un essere che dentro a sé non ha nulla tranne l’ideologia della megalomania».

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