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I grandi gialli in edicola per un’estate tutta noir

Fino a domenica c’è “Un appartamento a Parigi” di Musso

Il mistero si addice all’estate. Quasi tutti gli appassionati di gialli ricordano lunghe vacanze in compagnia di Hercule Poirot, Ellery Queen o Sherlock Holmes, scovati negli scaffali di qualche casa di villeggiatura e divorati di nascosto, al posto dei classici consigliati dalla scuola, in vuote ore non ancora occupate da smartphone e tv. Già, perché un tempo quella per i libri gialli era una passione clandestina: le storie poliziesche erano considerate di serie B, guardate dall’alto in basso da intellettuali e professori per cui la trama o l’adrenalina nella lettura erano una colpa.

Pian piano il pregiudizio è sfumato e oggi il meccanismo del libro giallo, che mette al centro l’eterna, incalzante lotta tra bene e male, dal delitto ai sospetti fino alla catarsi finale con la scoperta del colpevole, è universalmente riconosciuto come uno dei modi più riusciti di raccontare il nostro tempo e i suoi lati oscuri. Lo dimostrano le vendite di un maestro del genere come Andrea Camilleri, che non per nulla cita Leonardo Sciascia: «Il romanzo giallo è la migliore gabbia dentro cui uno scrittore possa mettersi, perché ci sono delle regole, per esempio che non puoi barare sul rapporto logico, temporale, spaziale del racconto». Proprio Camilleri, con “La rete di protezione”, è uno dei protagonisti della «Passione Noir» di Gedi, la collana di gialli nazionali e internazionali venduti con questo giornale (a euro 7,90 più il prezzo del quotidiano). Ma gli autori presenti nell’iniziativa sono tanti e tutti meritevoli di scoperti o riscoperti, a partire dal primo, il francese Guillaume Musso con “Un appartamento a Parigi”, in cui una giovane e inquieta poliziotta e uno scrittore in cerca di ispirazione indagano su una morte dietro le quinte del mondo dell’arte. Se Musso è un esponente di razza del filone francese del thriller (in scaletta c’è anche Michel Bussi), Camilla Lackberg con “Il domatore di leoni” (il 2 luglio) è una delle regine del giallo nordico (con Anne Holt, il 23 luglio), che imbastiscono i loro misteri nella lunga notte boreale, nell’oscurità dell’animo e del pianeta.

La serie è chiusa dalla scuola britannica classica, rappresentata da Jessica Fellowes, nipote del creatore di Downton Abbey e ideale erede di Agatha Christie: mystery in cui la vera protagonista è la vita di campagna inglese, solo all’apparenza idilliaca: un mondo di finzione eternamente improbabile, che pure i lettori di mezzo mondo sentono familiare. Impossibile citare tutti gli autori presenti, vanno ricordate alcune eccellenze del giallo italiano, da Massimo Carlotto ad Antonio Manzini, da Alessandro Perissinotto a Donato Carrisi fino a Maurizio De Giovanni. Stili diversi, grandissime storie: leggerle è davvero prendere il biglietto per un viaggio nel tempo, nello spazio e nei cuori degli uomini. Perché se è vero, come dice il commissario Ricciardi, che «la vita è fatta di occasioni perdute», niente è meglio di un libro giallo per inventarne di alternative.

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