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Un viaggio in musica attraverso culture e vite «Torniamo all’essenza»

l’intervistaSamuele GovoniLa musica è una macchina che corre veloce su una strada lunghissima, è un vento che soffia nelle vele di una barca che solca un mare a volte calmo a volte in tempesta, è un...

l’intervista

Samuele Govoni

La musica è una macchina che corre veloce su una strada lunghissima, è un vento che soffia nelle vele di una barca che solca un mare a volte calmo a volte in tempesta, è un insieme di radici che si intrecciano, si accavallano e si uniscono. La musica è un’emozione, è vita. Lo sa bene Tosca, cantante e attrice romana che questa sera con il suo concerto ai Trepponti di Comacchio chiuderà la rassegna Note di Settembre.

«Quello che intraprenderemo a Comacchio - dice Tosc ...

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l’intervista

Samuele Govoni

La musica è una macchina che corre veloce su una strada lunghissima, è un vento che soffia nelle vele di una barca che solca un mare a volte calmo a volte in tempesta, è un insieme di radici che si intrecciano, si accavallano e si uniscono. La musica è un’emozione, è vita. Lo sa bene Tosca, cantante e attrice romana che questa sera con il suo concerto ai Trepponti di Comacchio chiuderà la rassegna Note di Settembre.

«Quello che intraprenderemo a Comacchio - dice Tosca - sarà un viaggio attraverso la musica». Uno spettacolo di suoni e parole, quello che prenderà vita alle 21.30 in laguna, che conduce l’artista e lo spettatore attraverso un percorso poetico ed emozionante, anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro. Un consiglio per il pubblico? Allacciare le cinture e lasciarsi andare.

Come e quando nasce il progetto “Appunti musicali dal mondo?”

«Nasce da un altro progetto. Circa quattro anni fa ho sentito l’esigenza di mettere un punto su quella che era stata la mia carriera negli ultimi dieci anni. Stavo cercando qualcosa capace di sintetizzare tutto ed è arrivato Il suono della mia voce. Il tour che è partito dopo l’uscita del disco mi ha poi portato a suonare in luoghi incredibili. Ho conosciuto artisti diversi, scoperto realtà nuove e quindi il progetto iniziale si è evoluto da sé. Nel corso di questi mesi, anni, ho suonato in tanti Paesi e città, da Lisbona a Parigi, da Rio a San Paolo e mi sono avvicinata a culture e tradizioni che non conoscevo».

Quindi la cultura e i viaggi come strumento per conoscere gli altri e se stessi.

«Esatto la cultura non deve essere intesa come un ghetto anzi, deve essere accoglienza e condivisione. Sentivo che era il momento di viaggiare, scoprire, conoscere e di farlo andando nei posti, a vedere con i miei occhi. Oggi più di ieri si può viaggiare stando fermi, gli strumenti ci sono ma toccare con mano è un’altra cosa. Sto vivendo il momento più bello della mia vita perché riesco ad entrare nel profondo delle situazioni che vivo e delle culture che scopro. Tanti oggi viaggiano ma non si accorgono che sono più attenti a riportare a casa qualche cimelio e qualche foto da mostrare, piuttosto che lasciarsi andare a quello che il contesto in quel momento ha da offrire».

Questo viaggio diventerà un documentario, perché ha scelto di riprendere questi momenti?

«Volevo creare una specie di diario che racchiudesse un po’ tutto quello che stavo vedendo e vivendo. Questo tour è stato diverso dagli altri, è stato come essere a bordo di una “carovana viaggiante”. Dal diario ha preso forma da sé un lavoro più strutturato che diventerà un documentario per Rai Cinema».

Parla spesso di accoglienza, una parola che oggi “soffre” particolarmente.

«Mi sento in antitesi con il periodo che stiamo vivendo. Secondo me dobbiamo riscoprire l’essenza della vita, aprirci alle contaminazioni e mescolare le radici. Per fare ciò dobbiamo essere pronti ad accogliere e la musica, che è il primo veicolo emozionale, ci può aiutare». —

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