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Necropoli di Spina, gli studi continuano La direttrice: «C’è ancora tanto da scoprire»

Al Museo archeologico giovedì viene presentato il volume sul convegno di Zurigo: nuove prospettive di ricerca sugli etruschi



Gli studi su Spina sono tutt’altro che terminati. Anche se la storia ci dice che l’insediamento etrusco è avvenuto ben prima dell’arrivo di Cristo, ancora ci sono tantissimi segreti da svelare. E basti pensare a questo dato, le tombe ritrovate negli scavi in laguna sono oltre 4.000, eppure quelle esposte al Museo archeologico nazionale di via XX Settembre sono circa una quarantina e quelle studiate di più, ma siamo ben lontani dall’aver completato il lavoro di ricerca.

Anche per questo motivo ...

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Gli studi su Spina sono tutt’altro che terminati. Anche se la storia ci dice che l’insediamento etrusco è avvenuto ben prima dell’arrivo di Cristo, ancora ci sono tantissimi segreti da svelare. E basti pensare a questo dato, le tombe ritrovate negli scavi in laguna sono oltre 4.000, eppure quelle esposte al Museo archeologico nazionale di via XX Settembre sono circa una quarantina e quelle studiate di più, ma siamo ben lontani dall’aver completato il lavoro di ricerca.

Anche per questo motivo nel maggio del 2012 l’Università di Zurigo organizzò nella bella città svizzera l’importante convegno “Spina - Neue Perspektiven archaeologischen Erforshcung”, ovvero “Spina - Nuove prospettive della ricerca archeologica”, alla quale parteciparono molti studiosi italiani, compresi quelli provenienti da Ferrara. Da allora ad oggi il lavoro non si è fermato e le persone coinvolte a quel convegno hanno realizzato approfondite ricerche confluite in un volume, che verrà presentato per la prima volta giovedì alle 16 al Museo archeologico nazionale ferrarese.



«In tutto - spiega Paola Desantis, direttrice del Museo di via XX Settembre - si tratta di una quindicina di lunghi articoli, il cui scopo, così come accaduto per il convegno di Zurigo, è quello di dimostrare che Spina non è dimenticata, anzi. Prima in Valle Trebba, poi in Valle Pega sono state ritrovate complessivamente oltre 4.000 tombe, per ora messe in magazzino in attesa di poter essere studiate. Insomma, c’è ancora molto da scoprire e studiare su Spina, questo volume vuole essere una base per poter proseguire il percorso».



Nel volume si potranno trovare diversi aspetti di Spina, legati alla vita quotidiana, all’ambiente circostante, studi sulla botanica, sulle ceramiche, ma anche sugli insediamenti etruschi vicini a Spina, ad esempio Adria e Mantova. Il tutto con la competenza di importanti professori universitari, apartire da Christoph Reusser, professore di archeologia classica a Zurigo. «Ma un ruolo decisivo - ricorda la Desantis - lo ebbe il dottor Luigi Malnati, ex soprintendente regionale per l’archeologia, vera anima di questo progetto e collante tra le persone coinvolte».



Al volume ha contribuito l’ex direttrice del Museo archeologico, Caterina Cornelio (con Malnati e Silvia Giannini), con l’articolo dedicato ai due anni di studi curati dalla nostra soprintendenza. Mentre la Desantis ha approfondito gli ultimi scavi (in ordine cronologico), quelli in Valle Pega, che portarono alla luce quasi 3.000 tombe. —