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“La lunga notte del ’43”. Proiezione speciale nel luogo dell’eccidio

Il regista Florestano Vancini

L'iniziativa sabato 15 settembre a dieci anni dalla scomparsa del regista ferrarese Florestano Vancini

FERRARA. A dieci anni dalla scomparsa del regista ferrarese Florestano Vancini, il Comitato nazionale celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea ed il Comune di Ferrara hanno organizzato un evento straordinario, come lo ha definito lo stesso assessore alla Cultura Massimo Maisto. «Sabato (15 settembre) alle 21 – ha annunciato – proprio accanto al luogo dove si compì il primo eccidio civile del nostro Paese, verrà ripr ...

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FERRARA. A dieci anni dalla scomparsa del regista ferrarese Florestano Vancini, il Comitato nazionale celebrazioni del centenario della nascita di Giorgio Bassani in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea ed il Comune di Ferrara hanno organizzato un evento straordinario, come lo ha definito lo stesso assessore alla Cultura Massimo Maisto. «Sabato (15 settembre) alle 21 – ha annunciato – proprio accanto al luogo dove si compì il primo eccidio civile del nostro Paese, verrà riproposto il film “La lunga notte del ’43”, girato nel 1960 per le difficoltà che il regista incontrò nel proporre un evento tanto drammatico in quanto compiuto dagli stessi italiani».

Lo schermo sarà posizionato verso la statua del Savonarola, le sedie vicino al muretto e alla farmacia protagonista della storia raccontata dal regista; l’ingresso sarà libero. In caso di maltempo la proiezione si terrà al Teatro Comunale. «Per ricordare Vancini – ha concluso Maisto – seguiranno altre proiezioni, un convegno e un’intitolazione. Oltre al sindaco Tiziano Tagliani interverranno Gloria Vancini figlia del regista e Daniele Ravenna presidente del Comitato Bassaniano». L’Istituto di storia ha avuto il privilegio di avere in Vancini un grande amico. Il regista regalò la sua sceneggiatura originale con tanto di note che ora viene riproposta.

«Nell’occasione sarà disponibile per il pubblico – ha dichiarato la direttrice Anna Quarzi – insieme ad un articolo di Paolo Micalizzi. È stato scelto il luogo dell’eccidio perché fu lo scenario della formazione di Vancini; il regista allora, giovane studente del liceo che si trovava in via Borgoleoni, insieme ad altri studenti fu prelevato dai fascisti e portato al muretto perché prendesse visione di quanto accaduto. Una visione che poi diede origine al suo capolavoro». —

Margherita Goberti

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