L'impegnativa ricerca di Micaela

Micaela Giuseppone alla inaugurazione della sua mostra alla Galleria Il Rivellino

 Nel meltin'pot culturale che costituisce la base dell'arte contemporanea, esiste un nutrito gruppo di giovani artisti il cui indirizzo di ricerca si rivolge ad un impegno politico-sociale di estremo rilievo e di grande successo di pubblico e critica.  Tra queste voci, spesso e volentieri indirizzate verso la condanna di determinati atteggiamenti dei poteri politici o, per lo stesso motivo, degli strapoteri delle multinazionali, si puó collocare anche Micaela Giuseppone, le cui opere sono esposte, fino al 20 maggio prossimo alla Galleria Il Rivellino di via Baruffaldi.  Romana, autodidatta, Micaela Giuseppone si pone nei confronti della tela come se si trovasse di fronte ad uno strumento potente di comunicazione. Il risultato è costituito da tele policromatiche in cui tornano sempre alcune "cifre" stilistiche figlie di una ricerca continua all'interno dei linguaggi figurativi.  E' così che in un cielo senza stelle, brilla una luna piena ricca di volontá espressiva. Desiderio di comunicare quanto l'intimo ha rielaborato, le tele di Micaela divengono terreno fertile ove collocare ominidi stilizzati. Un richiamo a Keith Haring, artista ricercatore e propugnatore della sottocultura urbana degli Stati Uniti anni '80, le opere di Micaela Giuseppone richiamano alla memoria emozioni, ricordi e condanna civile in una particolare commistione tra ragione, sentimento e musica.  E' così che nascono, ad esempio, opere come Pianeta Cina in cui l'artista condanna la sconsiderata ed apparentemente incontrollata occidentalizzazione della Cina contemporanea, accanto a I Cercacuore in cui schiere di ominidi cercano ognuno la propria strada verso un mondo d'amore.  Il risultato è una mostra estremamente gradevole che rende giustizia ad un'arte che (cosa rara di questi tempi) non solo affascina l'occhio, ma stimola la mente.  Micaela Giuseppone, i cui legami con la nostra cittá non si fermano con la mostra alla Galleria il Rivellino (l'artista è, infatti, nipote di Gino Taraschi e dell'indimenticata moglie Edda Levi, insegnante e giornalista, nostra collaboratrice) testimonia così dell'amore per la ricerca e la cultura che la famiglia e la cittá in cui vive hanno saputo trasmetterle. Ricerca che l'ha portata ad esporre in Cina, negli Usa, in Spagna e Francia. (mi.go.)
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