FERRARA. Ferrara è stata protagonista a Minsk in occasione della 12ª “Settimana della lingua italiana nel mondo”, iniziativa che ha visto impegnate le nostre Ambasciate nei vari Stati.
A Minsk, capitale della Bielorussia, la nostra città è approdata grazie a Stefano Bottoni e a una coincidenza legata al terremoto. Il 20 maggio, giorno della prima forte scossa, Bottoni era a Minsk non per propagandare il Ferrara Buskers Festival di cui è l’ideatore, ma per la mostra sui tombini, altra sua passione che lo porta in giro per mezzo mondo. Alla notizia del terremoto, Bottoni potè contare sulla disponibilità dell’Ambasciata per ogni informazione e per eventuali aiuti, di cui per fortuna, non vi fu bisogno. Ma questa dimostrazione di affetto - spiega Bottoni - fece scattare qualcosa che ha contribuito a rendere molto amichevoli i rapporti tra il ferrarese e l’ambasciatore italiano Arnaldo Abeti. Negli stessi ambienti culturali frequentati in quei giorni da Bottoni si è accresciuto l’interesse per Ferrara.
Così nel programma della 12ª “Settimana della lingua italiana nel mondo” (15-21 ottobre) la nostra città ha trovato uno spazio rilevante e Bottoni si è fatto a sua volta ambasciatore di Ferrara in Bielorussia: in qualità di artista ha tenuto due concerti come solista presentando le sue canzoni alla Casa dell’Amicizia e al Museo d’Arte moderna di Minsk; in qualità di “ambasciatore” della città estense Bottoni ha presentato alla Facoltà di Architettura un bellissimo video realizzato dall’Ufficio Cinema del Comune su Ferrara prima e dopo il terremoto.
«C’era la sala gremita di giovani, una cosa incredibile, una straordinaria esperienza. Con mia sorpresa ho anche scoperto che sono tante a Minsk le persone che capiscono la nostra lingua».
Per Bottoni questa popolarità di Ferrara e dell’Italia in Bielorussia si spiega anche con l’accoglienza che il nostro Paese nell’arco degli anni ha dato ai bambini di Chernobyl dopo l’incidente del 1986 alla centrale nucleare.
In cambio di tutto ciò a Bottoni è stato chiesto un sacrificio non da poco: «Sono stato costretto a mettermi camicia bianca, giacca e cravatta al ricevimento ufficiale organizzato dall’Ambasciata. Credo che nessuno mi abbia mai visto combinato così».(m.p.)
