Sberla al figlio aggressivo Papà a processo: assolto

Il quindicenne era stato rimproverato per essere stato sospeso da scuola Madre e figlio avevano denunciato l’uomo per abuso dei mezzi di correzione

Se il figlio si comporta male ed è aggressivo con i genitori, una sberla ci può anche stare: nessun “abuso dei mezzi di correzione o di disciplina” per il papà che assestò un manrovescio al figlio quindicenne dalla lingua tagliente e fresco di sospensione da scuola. Lo ha stabilito ieri il giudice Debora Landolfi, che ha assolto l’imputato, un 55enne ferrarese, «perché il fatto non costituisce reato», ritenendo dunque che quella sberla non travalicasse i limiti di una giusta punizione. La vicenda peraltro nasce nell’ambito di una coppia in crisi: tra marito e moglie i rapporti sono già tesi perché è in corso una separazione, e questo contribuisce ad amplificare reazioni e risentimenti. I fatti contestati risalgono al 2010: il ragazzino, che all’epoca ha quindici anni, ne combina una a scuola e il dirigente decide che deve essere sospeso. Il padre lo va a prendere e quando il figlio sale in auto lo rimprovera per il suo comportamento. La ramanzina però non produce l’effetto sperato perché il figlio anziché incassare reagisce con male parole, diventando anche piuttosto aggressivo nei confronti del padre. Che a quel punto, esasperato, gli appioppa un manrovescio procurandogli una leggera ferita al labbro. Un moto d’ira che pagherà caro. Moglie e figlio si coalizzano e scatta la denuncia per abuso di mezzi di correzione. Accusa caduta ieri in tribunale, nonostante il pm avesse chiesto 5 mesi di condanna. «Quando un ragazzino è aggressivo con genitori e altre persone, uno schiaffo è sacrosanto - sottolinea l’avvocato difensore Giovanni Montalto - Nel caso specifico, sono molto soddisfatto per la sentenza perché il mio assistito ha subìto le denunce dei suoi familiari mentre lui, nel corso di questa baruffa domestica, si è sempre astenuto dal ricorrere a vie legali perché significava andare contro la moglie e il figlio. La decisione equilibrata del tribunale ha reso giustizia al mio cliente». (a.m.)

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