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Petrolchimico, la bonifica non può più attendere

Grido d’allarme dei sindacati: «Il Comune tuteli produzione e posti di lavoro»
Presto modifiche alla viabilità esterna in prossimità degli ingressi all’impianto

Ferrara. Servono nuovi investimenti per salvare il petrolchimico di Ferrara e rilanciarlo, soprattutto programmando nuove assunzioni. È quanto hanno chiesto i sindacati dopo l’incontro avuto con il Comune proprio per valutare le sorti dell’impianto. Cgil Cisl e Uil con i rappresentanti della categoria dei chimici hanno valutato positivamente la posizione della Giunta comunale intenzionata a trovare nuovi investitori, soprattutto alla luce del momento difficile attraversato dal petrolchimico, fase dovuta anche alla situazione nazionale e internazionale del comparto. Il Comune ha proposto l’inserimento del sito nella zona logistica semplificata, la realizzazione dell’idrovia, la necessità di ridurre i costi energetici, la modifica della viabilità esterna per rendere più accessibili gli stabilimenti di Piazzale Donegani e dell’area ex Solvay di via Marconi. I sindacati hanno risposto sostenendo la necessità di mantenere in vita l’impianto cracking di Marghera, che fornisce le materie prime all’intero stabilimento ferrarese e che Eni Versalis vorrebbe invece chiudere entro la primavera. La delegazione sindacale ha chiesto quindi al Comune un forte atto di responsabilità politica: «Che subito e con determinazione interagisca con la Regione per sollecitare il ministero dello sviluppo economico a intervenire e modificare le scelte industriali di Eni Versalis (società controllata dallo Stato)». Gli stessi sindacati hanno sostenuto anche la necessità di procedere nel polo chimico estense alle bonifiche delle aree dismesse e alla riduzione dei loro costi di insediamento. Oltre a ciò, un’altra necessità, secondo i sindacati è quella di «favorire nuovi insediamenti di aziende facenti parte della filiera produttiva dei materiali plastici». Infine è stato ribadito quanto sia importante sostenere il sito di Ferrara garantendo, oltre che una maggiore «integrazione tra istruzione, ricerca e lavoro, un’occupazione qualificata e qualificante, e di quanto sia quindi necessaria una interazione continua con università e scuola per costruire collaborazioni e progetti innovativi, ma anche per istituire nuovi corsi di laurea e percorsi post-diploma per formare adeguate competenze professionali nel territorio».
Il Comune ha dichiarato interesse per le proposte sindacali e ha assunto l’impegno di intervenire presso la Regione e il ministero dello sviluppo economico per sostenere la necessità del mantenimento del cracking di Marghera. Il focus si è concluso con l’annuncio da parte del Comune del prossimo incontro tra amministrazione comunale e direzioni aziendali delle società insediate nel petrolchimico di Ferrara. I sindacati hanno valutato come positivi gli impegni assunti dal Comune e «rimangono in attesa di azioni concrete finalizzate innanzitutto a sbloccare il tavolo ministeriale che dovrà decidere delle sorti dell’impianto di Marghera, del futuro della chimica e del polo di Ferrara».

Marcello Pulidori

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