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Provincia, Padovani vince a mani basse. Decisivi Cento e i Comuni intermedi

Il nuovo presidente (centrosinistra): un bel lavoro di squadra. Pagnoni (centrodestra), lo sconfitto: partivamo in svantaggio

FERRARA. «Padovani, Padovani, Pagnoni, Padovani, Padovani, Padovani...». Pochi minuti dopo le 20 di oggi (18 dicembre) le schede azzurre, quelle barrate dai consiglieri del Comune più piccolo, Masi Torello, indicano già la strada che porta al nome del nuovo presidente della Provincia: Gianni Michele Padovani, sindaco di Mesola, il candidato del centrosinistra che subentra a Nicola Minarelli. Nello scontro nell’urna ha vinto a mani basse controFabrizio Pagnoni, sindaco di Copparo: ha fatto man bassa di “crocette” a Cento e nei Comuni intermedi imponendosi con un margine di oltre 13mila voti ponderati, pesati sulla popolazione residente: 51.284 contro 38.087, secondo i primi conteggi.

Al voto erano chiamati 331 fra consiglieri e sindaci dei 21 Comuni estensi, si sono presentati in 292, l’88%. Ma anche nei voti assoluti, quelli espressi sulle schede per il presidente, Padovani ha fatto il pieno: 176 contro 103. Ferrara ha mostrato la sua “fedeltà” politica a Pagnoni con 19 voti a favore contro 13. Chi ieri faceva i conti su presenze e assenze ha notato però che anche nel capoluogo, dove governo Lega e centrodestra, qualcuno nel segreto della cabina ha preferito l’avversario.

Padovani l’ha spuntata con un bottino di oltre 6mila voti pesati nel capoluogo (20.140 contro 13.780, conteggi ufficiosi), ma ha pescato solo 5 voti effettivi (2.040 pesati) contro i 20 (8.160 pesati) dell’altro candidato a Cento, dove il salto della quaglia - in cabina - l’hanno fatto diversi consiglieri. La vera sconfitta, però, Pagnoni l’ha subita nella fascia intermedia, quella che raggruppa territori come Comacchio, Terre del Reno, Codigoro, Copparo, Portomaggiore, Argenta e Bondeno; e in quella sottostante, che tiene insieme Comuni meno popolosi come Tresignana, Riva del Po, Vigarano, Fiscaglia, Mesola, Ostellato. Un débâcle per lui: con 31 voti di scarto (65 contro 34, secondo i primi conteggi) e un pacchetto di oltre 8.500 voti ponderati in più guadagnati dal candidato concorrente nella fascia di Comacchio & C. e la differenza di 32 voti (50 contro 28), che diventano oltre 4mila pesati, raccolti da Padovani tra Vigarano & C. . Anche nei Comuni con meno residenti Padovani non ha avuto difficoltà: 7 voti di scarto (21 contro 14) nella quinta fascia e 7 contro 3 a Masi.

Padovani, in serata, ha mostrato la sua sorpresa: «Sapevamo che la gara era a favore del centrodestra, poi è arrivato un risultato andato oltre le più rosee aspettative. Abbiamo vinto con un bel margine a Cento ma soprattutto in tanti Comuni di medie dimensioni. È stato un lavoro di squadra, ora ci aspettano lavoro e responsabilità». Pagnoni, amareggiato, non si dice sopreso: «Mi sono già congratulato con Gianni, ero piuttosto certo dell’esito del voto. Il centrosinistra partiva in vantaggio e qualche assenza per malanni di stagione non mi ha aiutato». Francesco Colaiacovo, capogruppo Pd a Ferrara, ha salutato «un risultato straordinario, che conferma che la destra non è più invincibile». Benito Zocca (ex Lega), capogruppo di Prima Ferrara, invita «il centrodestra a leggere bene il risultato. Il dato di Cento mi ha stupito poco, nei Comuni intermedi una dura lezione».

Secondo la legge Delrio (2014) il presidente della Provincia dura in carica 4 anni rispetto al Consiglio che rimane in carica per due. La tornata elettorale della Provincia di Ferrara svoltasi nell’unica giornata del 18 dicembre, dalle 8 alle 20, ha fatto parte dell’election day, che ha visto il rinnovo di 31 presidenti in tutta Italia: Ancona, Alessandria, Ascoli Piceno, Avellino, Belluno, Bergamo, Biella, Caserta, Chieti, Crotone, Fermo, Ferrara, Forlì-Cesena, Grosseto, Imperia, Latina, L'Aquila, Lecco, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Ravenna, Rovigo, Terni, Treviso, Verbano Cusio Ossola, Viterbo.


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