La chiesa del beato Tavelli

Solenne cerimonia di dedicazione con l’arcivescovo Rabitti

Villa Fulvia in festa per la consacrazione della nuova chiesa intitolata al Beato Giovanni Tavelli da Tossignano gremita di fedeli e di autorità tra cui il prefetto Provvidenza Raimondo e il sindaco Tiziano Tagliani. «Una grande gioia pervade il nostro animo – ha esordito l’arcivescovo Paolo Rabitti – mentre siamo qui riuniti per dedicare a Dio questa nuova chiesa con la celebrazione del sacrificio del Signore». Dando così inizio al lungo cerimoniale ricco di significati simbolici come la consegna delle chiavi da parte dell’architetto Carlo Bassi che ideò la chiesa, la firma dei documenti e la benedizione dell’acqua con la quale ha poi benedetto l’interno della chiesa. «Qui, il mio sentire il complesso religioso – ha dichiarato Bassi – e legato alle mie origini ferraresi ma soprattutto alla memoria di monsignor Zerbini che mi commissionò questo incarico, desiderando riunire in questo tempio tutte le potenzialità degli artisti ferraresi. Questo non si realizzò anche a causa della sua morte, ma la chiesa concretizza il suo desiderio».

Dopo il canto del Gloria da parte della corale della nuova parrocchia, le letture sacre e il Vangelo, l’arcivescovo si è rivolto ai fedeli ricordando tutti coloro che si sono adoperati per la costruzione della chiesa, riprendendo la storia della creazione di Dio del Mondo e della missione affidata agli ebrei di istruire tutta l’umanità. Spiega infine il significato di ogni arredo sacro soffermandosi in particolare sull’altare, sul crocifisso che non deve mai mancare, sulla fonte battesimale che ci fa nascere per l’eternità e al confessionale. «Il Beato Giovanni Tavelli da Tossignano non avrebbe mai immaginato di avere una chiesa intitolata per lui – ha poi concluso – e soprattutto che alla consacrazione fosse presente una numerosa delegazione del suo paese. Fatta la chiesa, ora bisogna fare i cristiani che diventino pietre viventi e con un sacerdozio santo». La funzione è poi proseguita fino alll’augurio finale fatto dalla mamma 95enne del parroco monsignor Danillo Bisarello.Margherita Goberti