Quei Camerini d’Alabastro ricchi di storia e di grande arte

È uno dei luoghi più belli e suggestivi del Castello Estense, eppure - inspiegabilmente - da tanto tempo è chiuso al pubblico e non rientra neppure nel percorso museale. I celebri Camerini d’alabastro...

È uno dei luoghi più belli e suggestivi del Castello Estense, eppure - inspiegabilmente - da tanto tempo è chiuso al pubblico e non rientra neppure nel percorso museale. I celebri Camerini d’alabastro, le stanze segrete fatte costruire da Alfonso I d’Este, come campeggia in una lapide scoperta nel decennio scorso durante i lavori di restauro, sono una bellissima appendice dell’antica residenza estense che si collega con il palazzo municipale, sopra la famosa via Coperta. Purtroppo, anche per questioni legate ai budget degli eventi espositivi, le stanze rimesse a nuovo e con grande esborso di risorse hanno ospitato pochissimi eventi, se si eccettua la mostra “I Camerini del Principe” nel 2006. Ma questi spazi, che ai tempi del terzo duca estense hanno ospitato i capolavori marmorei di Antonio Lombardo e le tele di Tiziano, Dosso Dossi e dei migliori pittori del primo Cinquecento, con l’anno troveranno nuova vita.

Restaurati otto anni fa nel tentativo di ricostruire quei luoghi d’arte tanto cari ad Alfonso I, i Camerini d’alabastro fanno rivivere quelle stanze segrete del Duca dove commissionava ai migliori pittori del tempo opere pittoriche e scultoree di grande bellezza e intensità. Quei luoghi, che dopo la devoluzione estense del 1598, furono spogliati delle opere più belle che lasciarono Ferrara - ed ora si trovano nei musei più prestigiosi, dall’Ermitage di San Pietroburgo al Prado di Madrid, fino a Mumbay in India , dove è custodito “Il trionfo di Bacco” attribuito a Dosso, pezzo forte dell’esposizione del 2006 - furono ben presto riadattati in stile moderno. L’augurio è che questi Camerini possano far parte integrante la più presto del percorso museale.

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