Con Alessandra il bijoux è diventato tessile

La Lepri ha creato una nuova produzione con un occhio a Ferrara: «Città attiva culturalmente, ideale per costruire idee»

Ritorna anche in questo 2014 la rubrica dedicata alla moda ed iniziamo l’anno nuovo con i buoni propositi e una guida per percorrere la strada giusta nel mondo della moda. A tal proposito abbiamo intervistato Alessandra Lepri, bolognese, ma molto attiva ovunque, anche nella nostra Ferrara. Lavora da sempre nel settore della moda, ha un passato remoto da indossatrice, un passato recente da giornalista per magazine internazionali ed un presente di collaborazioni e consulenze a tutto tondo nella moda, scuole di moda, eventi ed uffici stampa. Cinque anni fa ha trasformato una passione in un progetto creativo dedicato ai bijoux. Ha imparato a lavorare all’uncinetto da bambina per potere creare in piena autonomia intere collezioni di abiti e accessori per le sue bambole Barbie. Poi la produzione si è estesa e da maglioni, berretti e sciarpe è passata a creare dei bijoux tessili.

Partiamo a ritroso. Quale posto occupa Ferrara nel cuore di Alessandra Lepri?

«Ferrara è la più bella città dell’Emilia Romagna, una delle più belle d’Italia, secondo me. Un centro storico raccolto, intriso di bellezza e cultura in cui si respira ancora l’atmosfera umanistica. La sua architettura la rende unica. Prima del 2006 avevo vissuto Ferrara da turista, ammaliata dalla sua bellezza, poi mi capitò una splendida opportunità di lavoro, che ricordo sempre con grande gioia. Ebbi l’onore di curare la comunicazione e l’organizzazione del press tour in occasione dell’inaugurazione del Brolo della Delizia del Verginese, a Gambulaga di Portomaggiore, restaurato con grande sapienza storica e profonda conoscenza della storia dei giardini rinascimentali dalla progettista Ada Segre. Questa consulenza mi portò ad approfondire la conoscenza dei personaggi dell’epoca, dell’amore fra Laura Dianti e Alfonso I d’Este».

Alcune settimane fa a Cortina hai condotto un evento dedicato al centenario del reggiseno. Puoi raccontarcelo?

«Mi appassionano le ricorrenze, le pietre miliari che segnano spartiacque fra epoche, i momenti importanti della storia che portano profonde trasformazioni e danno un senso nuovo al fluire del tempo. La nascita del reggiseno è una di queste date importanti per l’evoluzione del costume. Un secolo fa a New York è stato brevettato il primo reggiseno, un accessorio utile e pratico che avrebbe cambiato per sempre il vestire femminile. Sono partita da questo spunto per proporre una retrospettiva che parlasse attraverso alcuni capi storici dell’evoluzione di questo capo, oggi indispensabile. Cortina Turismo ha risposto con grande entusiasmo, ospitando la mostra durante la terza edizione della Cortina Long Fashion Week –End, così come l’Agenzia Proxima Res dell’amica e collega Maria Anna Zerbini, la quale ha curato tutti gli aspetti organizzativi e mi ha fatto conoscere Patrizia Fissore, la più importante collezionista di lingerie vintage a livello europeo, che ci ha fornito i capi da esporre».

«Abbiamo sviluppato - continua la Lepri - la mostra lungo il Corso Italia, selezionando undici prestigiosi negozi, che hanno ospitato un capo vintage con relativa didascalia e acquerello descrittivo. Il primo ha esposto un corsetto ottocentesco, l’antenato del reggiseno, per proseguire, decennio dopo decennio, in ordine cronologico, fino al reggiseno del Terzo Millennio, creato dagli studenti del corso di fashion design dell’Istituto Modartech di Pontedera, passando attraverso esemplari simbolici per ogni decennio del Novecento».

Nel mondo della moda sei attiva come giornalista, docente e blogger ma anche come creatrice di accessori, dico giusto?

«Diciamo che esploro la moda da più punti di vista, dall’aspetto creativo a quello storico, cercando sempre di scavare nelle radici di questo fenomeno, eccezionale filtro dei tempi».

Vedresti bene come testimonial un personaggio storico della Corte Estense per le tue Fibrae? In caso di risposta affermativa potresti fare dei nomi?

«Una, l’ho già citata: la bellissima Laura Dianti, ritratta da uno dei miei artisti preferiti, Tiziano».

Vista la tua esperienza e preparazione in questo settore, cosa consiglieresti ad un giovane che desidera diventare un professionista del settore della moda?

«Prima di tutto studiare, poi studiare e ancora studiare. Senza preparazione l’insuccesso è assicurato. Non sopporto gli improvvisati. Anche la creatività va coltivata e arricchita dalla cultura ed esperienza. Poi sono indispensabili anche avere umiltà e curiosità. E poi passione, soprattutto nei momenti in cui si stanno perdendo le motivazioni; è in quei momenti che bisogna rialzarsi e lottare».

La nostra città è un terreno fertile come luogo per anticipare e raccontare tendenze?

«Una città attiva culturalmente è il miglior terreno per costruire idee. Il suo respiro internazionale che convive accanto all’attaccamento alle radici è il connubio perfetto di cui si nutre la moda, soprattutto il nostro Made in Italy».

Un augurio che fai a te stessa ed ai ferraresi per il 2014?

«Salvaguardare i propri tesori, valorizzare i prodotti eccellenti e le produzioni del territorio. Perché una terra con grandi risorse - conclude la Lepri - deve esaltarle al massimo!».

Francesca Succi

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