«Macché tangenti, nessuna corruzione»

Comacchiopoli, la difesa degli imputati. «Quelle frasi contenute nelle intercettazioni erano dette in tono scherzoso»

COMACCHIO. Politica e affari a Comacchio: parlano gli accusati. Ieri in aula sono stati gli imputati, nell’udienza dedicata al loro esame, a fornire la loro versione del groviglio di interessi e favori ipotizzato dalla procura, a “tradurre” in linguaggio innocentista le intercettazioni telefoniche giudicate compromettenti dalla procura in quanto spia di corruzione. Due i tronconi principali dell’inchiesta rimasti in piedi. Il primo riguarda la costruzione di un centro per il bricolage in zona Collinara e ruota attorno alla sua approvazione da parte dell’amministrazione comunale il 17 marzo 2009. Secondo l’accusa il via libera sarebbe stato oliato con una tangente cammuffata da sponsorizzazioni al Comacchio Calcio, attraverso una triangolazione che vedeva coinvolta la società Tresor. Per questa vicenda l’imprenditore della Tresor Luciano Vazzoler ha già patteggiato 1 anno e 8 mesi, così pure l’intermediario dell’operazione, l’ingegner Sergio Marinelli, allora tecnico di fiducia del Comune lagunare. E proprio sui rapporti con Vazzoler e Marinelli sono stati chiamati a rispondere ieri gli ex assessori Berto Cavallari (Urbanistica), Sergio Gramolelli (Attività produttive) e Fabrizio Felletti (Sport), mentre il dirigente Manlio Carli ha fatto “parlare” il verbale dell’interrogatorio già reso al gip in udienza preliminare.

A Cavallari il pm Proto ha contestato un interesse insistente e sospetto sulla pratica del brico, lo stesso dimostrato dall’allora presidente del consiglio provinciale Fabrizio Farinelli, già imputato, deceduto nel corso dell’inchiesta. Cavallari ha ribadito che il suo interesse per quella e altre pratiche relative a nuovi insediamenti produttivi nel territorio, era dovuto solo alla volontà di favorire l’occupazione. La procura gli ha anche ricordato una frase intercettata durante una conversazione con una funzionaria comunale: «Siamo sponsor occulti del Comacchio Calcio», frase che Cavallari ha liquidato come dialogo scherzoso: «Non c’era alcuna intenzione di collegare il Comacchio Calcio con la vicenda del brico». Quella pratica anzi, ha detto anche l’assessore Gramolelli, era diventata un incubo: per colpa di Marinelli che non completava mai la documentazione per l’approvazione; e per le sfuriate di Vazzoler che scalpitava per il via libera. Altro che corsia preferenziale, ha detto sempre Gramolelli: «Quel progetto era una spina nel fianco». Il suo contestato incontro con Vazzoler, il 25 marzo 2009 (ad approvazione avvenuta) non aveva nulla a che fare con il brico, ma con l’opportunità di aprire una pescheria nel centro commerciale. Gramolelli però chiese al suo amico e assessore allo Sport Felletti di accompagnarlo: «Stavo attraversando un brutto periodo e non volevo andarci da solo», ha spiegato. Un favore che Felletti sta pagando caro, visto che la presenza dell’assessore allo Sport nell’ambito di un’inchiesta su presunte sponsorizzazioni occulte al Comacchio Calcio è suonata sospetta alla procura. Soprattutto alla luce della telefonata che gli fece Farinelli non appena al corrente della sua imminente partecipazione all’incontro: «Fatti dare molti soldi», gli disse. «Ma la pratica è già passata», era stata la risposta di Felletti. Mancavano però alcune integrazioni per l’ok definitivo, previsto per i primi di aprile. Ma in ogni caso, ha replicato Felletti, «erano parole scherzose e nulla più».

È stata poi la volta dell’ex consigliere comunale di An Iginio Ferroni, accusato - nel secondo filone del processo - di istigazione alla corruzione perché, secondo Marinelli, avrebbe preteso dall’imprenditore Gandolfi 50mila euro per votare in consiglio a favore del progetto del porto turistico a Estensi (ancora fermo). Gandolfi (cui è stata condonata la multa per non essersi presentato a testimoniare la volta scorsa) ha negato di aver mai ricevuto alcuna richiesta da Ferroni, ma solo da Marinelli. Ferroni ha ribadito quanto detto al gip: lui si limitò a suggerire a Gandolfi di organizzare una convention per spiegare il progetto alla popolazione, convention che sarebbe costata intorno ai 30mila euro.

Alessandra Mura

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