Manfrin: ingiusta l’Iva applicata sulla Tari

MESOLA. In questi giorni le famiglie del territorio del Basso Ferrarese stanno ricevendo dalla società Area le fatture relative al primo acconto 2014 della Tari (tassa che sostituisce la Tares). «È...

MESOLA. In questi giorni le famiglie del territorio del Basso Ferrarese stanno ricevendo dalla società Area le fatture relative al primo acconto 2014 della Tari (tassa che sostituisce la Tares). «È bene che i cittadini sappiano che Area, al contrario delle altre due società che gestiscono i rifiuti nella provincia di Ferrara, vale a dire Hera e Cmv servizi, applica l’Iva sulla Tari aumentando in tal modo, per i privati, il costo del servizio del 10%. Tutto ciò - scrive in un comunicato Renzo Manfrin, capogruppo consigliare di Insieme per Cambiare - nonostante il parere contrario espresso dall’ Anci e da Artesir, l’organismo regionale pubblico cui è demandato il controllo della gestione dei rifiuti. L’Iva, come prevede espressamente il decreto che ha istituito prima la Tares, sostituita successivamente dalla Tari, può essere applicata solo nel caso in cui al momento dell’applicazione del tributo l’ente che gestisce la raccolta dei rifiuti sia in grado di individuare in maniera precisa la quantità di rifiuti prodotta da ogni singolo utente». Il comunicato prosegue poi spiegando che, a parte un paio di casi eccezionali, nessun Comune e nessun gestore al momento dell’introduzione della norma non era, come tuttora non è in grado di quantificare in maniera precisa il rifiuto prodotto da ciascun utente, nemmeno col porta a porta.

«Di conseguenza l’Iva non può essere applicata, la Tares prima e la Tari ora non possono essere quindi considerati una tariffa, ma una vera e propria tassa. Per un principio generale della normativa fiscale - prosegue Manfrin -, una tassa non può essere gravata da un’imposta e quindi sulla Tares prima e sulla Tari ora non può essere applicata l’iva. Ecco il motivo per cui nella Regione Emilia Romagna, ad esclusione del Basso Ferrarese, l’Iva non viene applicata, così come non viene applicata in quasi il 98% dei comuni d’Italia». Secondo Insieme per Cambiare dunque, Area starebbe applicando in maniera illegittima una imposta che invece non dovrebbe applicare, con aggravio dei costi per i cittadini.

«L’ho già espresso più volte nel consiglio comunale di Mesola e ora, mentre mi sto accingendo alla fine del mandato consiliare, invito gli utenti del Basso Ferrarese a non pagare l’Iva sulla Tari e chiedo ai colleghi commercialisti e alle associazioni di categoria che operano nel Basso Ferrarese ad assistere con compensi simbolici i propri clienti contro questo sopruso».