Maisto e Modonesi: non ci candidiamo

«Stiamo troppo bene a Ferrara». La nuova legge elettorale sta cambiando gli scenari

«Noi in Regione in autunno? Non ci pensiamo nemmeno, stiamo troppo bene a Ferrara, da qui non ci schiodiamo e abbiamo tante cose da fare e programmi da mandare avanti».

Massimo Maisto e Aldo Modonesi, due pilastri della giunta comunale anche nel Tagliani bis, hanno affermato ieri che non hanno nessuna intenzione di correre per le elezioni regionali nelle liste del Pd e ai confortevoli e sciccosi palazzoni di via Aldo Moro a Bologna preferiscono rispettivamente i più spartani Bagni Ducali (sede dell’assessorato alla cultura e al turismo) e palazzo Municipale lato ovest (sede del quartier generale dell’assessorato ai lavori pubblici).

Se la decisione è presa, resta da capire quanto abbia potuto influire l’approvazione della nuova legge elettorale, con la quale bisogna fare i conti. A meno di sorprese i due candidati forti saranno il segretario provinciale Paolo Calvano e la presidente della Provincia Marcella Zappaterra: è un binomio che con la doppia preferenza uomo-donna potrebbe fare terra bruciata degli altri due candidati (a Ferrara ogni partito può presentare 4 candidati, due uomini e due donne). Ora che salgono le quotazioni del sindaco di Berra Eric Zaghini - che andrebbe a rappresentare i renziani della prima ora, che si ritrovano in Ferrara Adesso - non c’è più posto per altre figure maschili. Se Zaghini si candiderà per avere possibilità di successo, dovrà formare una coppia in grado di competere con Calvano-Zappaterra. La renzianissima Barbara Paron ha già dichiarato che non si candiderà.

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