«Ma noi non verifichiamo la balneabilità delle acque»

Legambiente spiega il senso dei prelievi fatti da Goletta Verde nel porto canale dopo le polemiche dei giorni scorsi

PORTO GARIBALDI. «Noi non facciamo analisi per verificare la balneabilità delle acque, facciamo un campionamento all’anno puntando a individuare delle criticità, quindi vengono fatti alle foci di fiumi e canali e cogliamo se ci sono rischi d’inquinamento».

Giulio Kerschbaumer, membro della segreteria regionale di Legambiente, smorza la polemica, dopo che Goletta Verde ha segnalato acque fortemente inquinate all’uscita del Porto Canale di Porto Garibaldi, facendo infuriare il sindaco Marco Fabbri. Lo fa spiegando l’obiettivo, ma anche le circostanze di quel prelievo: «Nei giorni di campionamento aveva piovuito e pioveva. Quando c’è un sovraccarico della rete fognaria, lo sfioratore del depuratore scarica acque in mare e può essere accaduto in occasione dei nostri prelievi».

Questione di giorni, dunque, per spiegare la differenza macroscopica fra le analisi di Arpa regionale, l’ente preposto a verificare la balneabilità delle acque marine: 27 e 28 luglio i prelievi sistematici di Arpa, 30 e 31 luglio quelli dei tecnici di Goletta Verde. Discriminante anche il punto esatto in cui vengono fatti i prelievi: quelli di Goletta Verde alla foce, ma ancora all’interno dei canali (oltre al Porto Canale, anche al Logonovo, ma qui neppure gli ambientalisti hanno registrato anomalie).

Anche Marino Rizzati, rappresentante locale di Legambiente, sposa la tesi dello sfioratore e delle abbondanti piogge: «Tant’è - spiega - che lo stesso problema, negli stessi giorni, è stato rilevato in 5 punti della costa emiliano-romagnola alla foce di fiumi o canali. Il punto, però, è la messa in sicurezza del territorio: l’allora sindaco Cicognani trovò un finanziamento di 25mila euro, che il suo successore Carli perse perché non aveva un progetto per spenderli. Adesso il sindaco Fabbri mi dice che la sua giunta ha deliberato un intervento per 10mila euro, finanziamenti trovati assieme alla presidente della Provincia e al Cadf: bene, ma usiamoli subito, perché la storia c’insegna che a rimandare le delibere restano pezzi di carta».

A tagliare la testa al toro, l’ultimo bollettino di Arpa, relativo ai campioni prelevati il 4 e 5 agosto, che esclude qualsivoglia inquinamento.