Pd, renziani all’attacco: vogliamo primarie vere

Regionali, il patto per Manca solleva reazioni negative. Marattin chiama Richetti Paron: non m’interessa l’unità, fuori i programmi. E Bianchi smentisce accordi

Il patto nazionale tra Renzi. Bersani e Errani per incoronare Daniele Manca alla presidenza dell’Emilia Romagna in cambio dell’appoggio dei deputati cuperliani ai progetti governativi è stato vigorosamente smentito dall’ex segretario, ma resta il fatto che l’idea di una larga intesa pre-primarie a sostegno di Manca indispettisce non poco i renziani della prima ora. Anche i ferraresi, sia pure al limite del tempo massimo, ieri si sono fatti sentire, con toni e obiettivi diversi. Luigi Marattin, tra gli animatori dell’associazione Ferrara Adesso, rilancia infatti la candidatura del deputato Matteo Richetti, per il quale ha peraltro promosso il comitato ferrarese. «Mi chiedo se prima di morire avrà mai il privilegio di assistere a primarie Pd in cui non si sappia per forza chi vince - è il suo commento - Primarie in cui la classe dirigente non cerchi a priori un candidato che tenga insieme tutti, da far sfidare poi con gli sdigati di turno, ma si divida ugualmente e serenamente tra vari candidati. Primarie nelle quali i big non abbiano paura di correre perché se perdono la loro carriera è finita anche perché, in Italia, di carriere politiche finite ne abbiamo viste davvero poche». È un invito, sia pure indiretto, a Richetti a non accettare l’accordo di cui molti parlano in queste ore, cioè la rinuncia a correre per accettare un ruolo di maggior prestigio a Roma.

Non fa più parte di Ferrara Adesso, invece, il sindaco di Vigarano, Barbara Paron, che in effetti si concentra più sul metodo con il quale si sta selezionando la candidatura: «Ho letto l’intervento a favore di Manca di Tagliani, e quello di Calvano sull’opportunità di una larga intesa. Vediamo di non commettere lo stesso errore delle primarie che incoronarono Bersani, ma fecero perdere il paese. Sono disposta a recepire indicazioni del segretario nazionale se mi dicono che qui in Emilia c’è una situazione particolare, un’emergenza. Altrimenti bisogna fare delle primarie vere, basate su cosa vogliono fare i candidati per l’ambiente, i rifiuti, il sisma. Non m’interessa nulla se congiunge o divide». A Paron hanno poi dato fastidio le uscite sulla stampa, «bisogna discutere e decidere prima negli organismi dirigenti, altrimenti gli attivisti sprofondano nel senso d’impotenza».

E Patrizio Bianchi ha smentito ogni ipotesi di ticket elettorale con Manca, «non faccio e non appoggio la politica degli accordi»: l’ex rettore di Unife, dunque, mantiene il punto anche se non scioglie la riserva su una sua candidatura. (s.c.)

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