Il Pd per la Regione cerca autocandidati Tre posti prenotati

Calvano e Zappaterra si dichiareranno alla Direzione Zaghini: bene il metodo, ci penso. L’incognita Modonesi

È scattata in maniera ufficiale la corsa del Pd ferrarese al nuovo consiglio regionale, l’unica ad avere certezze sulla meta. La segreteria provinciale ha infatti varato, l’altra sera all’unanimità, il percorso per la definizione delle quattro candidature a disposizione dei ferraresi, e la scelta dell’autocandidatura legata ad una sorta di dichiarazione programmatica sul futuro della Regione, lascia la porta aperta a tutti coloro che in queste settimane hanno mostrato interesse. Al netto delle sorprese dell’ultima ora, lo schieramento Pd vede in pole position i due favoriti: Paolo Calvano e Marcella Zappaterra. Entrambi si dichiareranno alla Direzione provinciale della prossima settimana, che sarà chiamata a ratificare il percorso delle candidature, ma non ci sono grossi dubbi sulle intenzioni nè del segretario provinciale nè del presidente della Provincia.

Il metodo scelto avvicina alla competizione il renziano Eric Zaghini, che si era esposto nelle scorse settimane con l’idea di “legare” le candidature per il consiglio a quelle presidenziali, ma in assenza di una griglia definita per la corsa al dopo Errani, si ‘accontenta’: «L’ideale sarebbe il ricorso alle primarie, ma i tempi sono stretti, e allora l’idea di collegare i nomi ad una sorta d’impronta politica è la migliore possibile - dice il sindaco di Berra dalle vacanze di Gabicce - Cosa ho intenzione di fare? Fino a domenica sono in vacanza, poi ne parlerò con gli amici che mi hanno sollecitato e prenderò una decisione. Diciamo che l’ipotesi di una mia candidatura non è del tutto peregrina». Zaghini sarebbe di fatto il concorrente di Calvano, dato l’obbligo di eleggere un uomo e una donna alternati, e la disponibilità di due seggi sicuri per il Pd ferrarese.

Sullo sfondo resta l’incognita di Aldo Modonesi: l’assessore comunale è in predicato di concorrere per un posto nella nuova giunta regionale, oltre a scorgere in prospettiva il dopo-Tagliani, ma le incertezze sul candidato forte del partito hanno impedito finora ogni tipo di calcolo. Una sua candidatura al consiglio, mai smentita con chiarezza, è quindi una spada di Damocle per il segretario, con il quale, in caso, la competizione sarebbe davvero incerta.

Si sta sempre parlando del secondo posto “maschile” della lista, mentre il quarto sarà per forza occupato da una donna. In caso di mancata candidatura di Zaghini i renziani potrebbero puntare su Norma Bellini, ma l’idea più diffusa in segreteria è di puntare ad una copertura ampia del territorio, quindi a favorire autocandidature femminili dall’Alto o dal Basso Ferrarese, per non lasciare per strada voti preziosi. Se poi provenisse dall’area civatiana del partito sarebbe l’ideale, ma la quadra ancora è lontana.

Stefano Ciervo

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