Pd, tre autocandidature note e una sorpresa

Rubbini sfida Calvano e Zaghini, nessuna anti-Zappaterra.Vitellio, grillini scatenati sul web

Ci si aspettava una donna, si è fatto avanti Michele Rubbini, docente di Unife, già candidato a Voghiera con la lista Voghieraperta. È lui per ora il volto nuovo delle “candidarie” Pd per un posto tra i quattro ferraresi destinati a concorrere per il consiglio regionale. Gli altri tre, autocandidatisi ieri pomeriggio al Direttivo provinciale, erano noti da tempo: si tratta del segretario provinciale Paolo Calvano e del presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, che partono in pole position, e del sindaco di Berra, Eric Zaghini. Quest’ultimo, il candidato dei renziani che appoggiano Matteo Richetti, si giocherà il posto appunto con Calvano, uno degli sponsor di Stefano Bonaccini, e lo stesso Rubbini, alle consultazioni nelle Unioni comunali e poi nella tornata definitiva in segretaria e in assemblea provinciale. Resta da decidere la seconda donna in lista, visto che ieri nessuna candidatura femminile, nè propria nè in “conto terzi”, è stata avanzata: c’è tempo fino all’11 settembre.

Per il resto in Direzione ha tenuto banco Patrizio Bianchi, che ha spiegato i perché del suo ritiro nella corsa alla presidenza e dell’appoggio garantito a Bonaccini, e, informalmente, gli attacchi web dei grillini a Luigi Vitellio. In parecchi hanno espresso solidarietà al capogruppo comunale che due giorni fa è stato messo sul sito web del Movimento 5 Stelle di Ferrara come colui che «accusa l’opposizione di sprecare denaro pubblico per consigli comunali inutili», mentre lui fa parte di un partito che «ha rubato 45 milioni di euro di soldi pubblici e che alle ultime amministrative di maggio ha speso più di 30 mila euro contro gli appena 750 spesi». È arrivata la canonica valanga d’insulti, politici e personali, che comunque Vitellio non ha voluto commentare. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

La guida allo shopping del Gruppo Gedi