Giovanardi contro il legale: 'No al metodo Anselmo'

Il senatore Nuovo Centro Destra, Carlo Giovanardi

Il senatore Nuovo Centro Destra critica aspramente l'avvocato ferrarese che segue i maggiori casi di presunti abusi delle forze dell'ordine

FERRARA. Il senatore del Ncd, Carlo Giovanardi, non ha dubbi e parla senza mezzi termini di un «metodo Anselmo», quello condotto nelle inchieste di tutta Italia che vedono sotto accusa tutori delle forze dell’ordine per presunti abusi.

Dopo aver letto l’intervista all’avvocato Fabio Anselmo pubblicata dalla Nuova Ferrara e rilanciata a livello nazionale dall’agenzia Ansa, Giovanardi riflette e spiega: «L'avvocato Anselmo, ha spiegato in un'intervista con grande onestà intellettuale, il metodo da lui usato nell'affrontare casi molto delicati come quelli di Riccardo Rasman, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, Vittorio Morneghini, Bernardino Budroni e per ultimo quello di Davide Bifolco».

«I processi - dice Giovanardi - che coinvolgono Forze dell'ordine, secondo Anselmo, non si vincono in tribunale ma con processi mediatici paralleli».


Quanto affermato Anselmo, è criticato aspramente da Giovanardi critica: «Il legale sostiene che senza processi mediatici, quelli reali poi non si farebbero, nella grande maggioranza dei casi, le vicende che hanno grande rilevanza sui media hanno regole completamente diverse dagli altri». «Purtroppo - prosegue Giovanardi - di questa realtà si sono ben accorti poliziotti, carabinieri, agenti di custodia che loro malgrado sono rimasti vittime del ’metodo Anselmo’ secondo il quale evidentemente i magistrati sarebbero particolarmente sensibili agli umori di un'opinione pubblica debitamente orientata e troppo spesso subdolamente disinformata».
«Ciliegina finale - evidenzia il senatore di Ncd - l'avvocato, per Anselmo, deve avere un comportamento onesto e cristallino, solo così si riesce a guadagnare la fiducia dei giornalisti» con l'avvertenza però di trattare «tutti allo stesso modo dal Tg1 al più piccolo giornale».