Calvano ‘autosospeso’, Tagliani media

Il segretario si astiene dalle riunioni sulle consultazioni. Il sindaco: ho visto lui e Modonesi, sono sereni. Partito vivo

Tra le consultazioni per le candidature regionali del Pd e le primarie per la presidenza dell’Emilia Romagna, c’è in gioco tutto. Non solo i posti che assegnano queste pre-elezioni, cioè i quattro candidati per i due seggi ferraresi del Pd in consiglio regionale (un uomo e una donna) e la pole position per la successione a Vasco Errani, ma anche, a cascata, la segreteria regionale del partito, quella provinciale, gli assetti della giunta Tagliani e, sullo sfondo, i posizionamenti per la stessa successione al sindaco di Ferrara. Il ginepraio nel quale si è infilato il partito, reso plasticamente dalla candidatura dell’ultimo minuto un pezzo da novanta come Aldo Modonesi, in sostanziale competizione con il segretario provinciale Paolo Calvano, non può dunque sorprendere: è capitato altre volte, nei momenti di cuspide politica e generazionale, tanto più che in queste elezioni si ridisegna il ruolo stesso della Regione.

È lui, Calvano, il tassello chiave del puzzle: la sua candidatura in consiglio regionale rassicurava l’intero Pd ferrarese anche per il tandem con Stefano Bonaccini, segretario regionale e favorito alla successione di Errani, e faceva balenare la prospettiva di governare le dinamiche di partito e di giunta assieme allo stesso Bonaccini, prendendone il posto dopo le elezioni. Il sì di Renzi alla candidatura di Bonaccini anche dopo la picconata della magistratura bolognese sul segretario regionale, indagato per i rimborsi, che seguono le sue lunghe settimane di indecisioni, toglie a Calvano un peso: «Tra quanto emerso ieri e quanto detto da Renzi con il famoso tweet, possiamo dire che c’è fiducia nei due candidati Pd alla presidenza della Regione: sono bravi e capaci di mettere al centro il futuro dell’Emilia Romagna. Bonaccini? Sì, continuo a sostenerlo - è la presa di posizione del segretario provinciale - Ha avuto il coraggio di metterci la faccia, andando subito dai magistrati per chiarire la sua posizione». Nessun commento di Calvano sulla candidatura di Modonesi, che per la regola uomo-donna può entrare in lista solo facendo fuori nelle consultazioni il renziano doc Eric Zaghini, e dovrebbe poi battersi con lo stesso segretario per entrare in assemblea regionale: «Dico solo che, essendo parte in causa, non parteciperò più alle riunioni di segreteria e di direzione che si occupano delle consultazioni. A gestire queste riunioni sarà il segretario organizzativo Luigi Vitellio». Modonesi in lista può tirare la volata in città ad un Pd privo altri “campioni”, ma questa sfida è fondamentale anche per il suo futuro: un risultato poco brillante toglierebbe chance ad una sua candidatura per la prossima giunta regionale, magari a vantaggio del collega Massimo Maisto, il cui nome è tornato ad affiorare nelle ultime ore.

Una partita che si gioca anche all’interno della squadra di Tiziano Tagliani, che non a caso sta assumendo un ruolo attivo: «Ho visto entrambi, Calvano e Modonesi, nel mio studio stamattina, e li ho trovati sereni e ben disposti al riconoscimento dei meriti reciproci - ha detto il sindaco nel pomeriggio - Quella di Aldo non mi sembra una candidatura contro il segretario, sono contento di stare in un partito vivo e pieno di gente che pensa con la propria testa. Modonesi del resto ha posto un problema chiaro, un momento di riflessione in più sarebbe stato opportuno dopo quanto successo. Non è un caso che i sindaci dei capoluoghi abbiano scritto un documento sui profili programmatici e di progetto che devono avere i candidati». Tagliani però non svela per chi voterà alla consultazioni, tra Calvano e Modonesi, e del resto è lui l’elemento politico di garanzia in questo momento nel Pd. La sua giunta rischia di uscire profondamente rimodellata dalle vicende extra-ferraresi, ma gestire assessori distratti dal loro futuro non è il massimo per un sindaco.

Nega di aver visto un partito nel caos Marcella Zappaterra, che il posto nei quattro in lista ce l’ha garantito (l’altra donna è Irene Tagliani, presidente Cna) e non ha interesse a sollevare polvere: «Non vedo questa confusione, le autocandidature le abbiamo decise per dare a tutti la possibilità di correre. Modonesi? Ho spiegato cosa personalmente motivava la mia candidatura, sulle motivazioni degli altri non mi permetto di entrare».

Come postilla, c’è da sottolineare che la scintilla, cioè l’inserimento del nome dell’assessore nella lista, non è formalmente accesa. C’è da passare il vaglio della segreteria provinciale di questa mattina, e forse, di una Direzione Pd, visto che Modonesi ha formalizzato le sua intenzioni con un’ora e mezza di ritardo. Forse non basterà per escluderlo, ma per alimentare i primi scontri sì.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

La guida allo shopping del Gruppo Gedi