«I fossi delle Partecipanze scarico per le fognature»

Legambiente sollecita interventi per risolvere il problema

CENTO. «Quasi la metà del territorio centese è a rischio sanitario e idrogeologico a causa degli scarichi fognari nei fossi delle Partecipanze agrarie e della irregolare e non efficiente manutenzione della relativa rete scolante». Un problema annoso, nel Centese, quello che evidenzia il circolo di Legambiente Alto Ferrarese, attraverso il suo presidente Massimo Gilli che si sofferma sulle molteplici cause: «Da oltre vent’anni, per motivi socio-economici, insediativi e culturali, la manutenzione degli oltre 200 chilometri di fossi (interpoderali e stradali) è divenuta irregolare e indifferente al rispetto delle pendenze e della sicurezza idraulica di questo particolare territorio sul quale vivono e lavorano 600 abitanti al chilometro quadrato». A questo, secondo il Circolo di Legambiente che «da decenni denuncia rischi di tipo idraulico e sanitario nel territorio centese, senza essere ascoltato da alcuno, salvo che da Nando Balboni e Cesare Cevolani (presidenti degli anni Ottanta delle Partecipanze di Cento e Pieve di Cento», si deve aggiungere lo «sversamento nei fossi stradali delle acque reflue, delle abitazioni o delle attività produttive presenti, spesso non trattate adeguatamente in vasca biologica o fossa Imhoff».

Da qui, la decisione di inviare, lunedì scorso, un nuovo sollecito a tutti gli enti coinvolti e competenti, «sindaco di Cento, Regione Emilia-Romagna, Partecipanze Agrarie, Consorzio di Bonifica, Provincia di Ferrara, Arpa, Igiene Pubblica di Cento, Soprintendenza di Ravenna e Consulte Civiche centesi. Un anno fa, ad una analoga denuncia da noi inviata a tutti questi Enti, non è mai stata data alcuna risposta». (b.b.)