Dopo i test la Fondazione apre altri dossier Carife

Il presidente Maiarelli: «Cerchiamo potenziali acquirenti». Nella lista c’è Credem In chiusura la trattativa commissari-sindacati, da lunedì interviste ai dipendenti

I risultati degli stress test sulle banche italiane spingono la Fondazione Carife ad aprire altri dossier per la vendita della banca, da affiancare a quelli da tempo sul tavolo di Popvicenza e Caricento. «Abbiamo visto come alcuni istituti italiani siano usciti dalle valutazioni Bce meglio di altri, e quindi il nostro advisor Vitale ha mandato di allargare la platea dei possibili interessati» spiega il presidente Riccardo Maiarelli. Non vengono ufficialmente fatti nomi, ma è chiaro che un istituto come Credem, tra i migliori in Italia per patrimonializzazione, diventa un interlocutore potenziale per un dossier di vendita. Nel mirino di Vitale e associati potrebbero finire anche istituti promossi dalla Bce come Popolare dell’Emilia Romagna e la stessa Ubi banca: bisogna poi vedere, ovviamente, quali saranno le loro risposte. Maiarelli non è andato ieri a Roma all’incontro delle Fondazioni bancarie in occasione della giornata del risparmio, ma non c’è bisogno di assemblee per capire come le attenzioni del mondo bancario italiano siano concentrate oggi sulle due big bocciate, Carige e soprattutto Mps: probabilmente per sapere chi potrà muoversi verso piccole e medie banche bisognerà attendere la soluzione di questi due dossier. Nessun segnale arriva in questa fase da Caricento, che sta proseguendo l’analisi della montagna di documenti contabili richiesti ai commissari Carife, e da Popvicenza.

Nel frattempo in corso Giovecca si sta chiudendo una trattativa sindacale che potrebbe avere ripercussioni sui dossier per la vendita della banca. Tra i punti discussi anche ieri pomeriggio, infatti, c’è la modalità per mantenere in vigore gli effetti del contratto integrativo che scadrà il 31 dicembre e che i commissari hanno deciso di non rinnovare. La stessa incorporazione di Carife Sei, la società di servizi, all’interno della spa, altro tema di trattativa, si porta dietro nella visione dei commissari una riorganizzazione degli uffici interni dovuta ad una redistribuzione di addetti verso la rete degli sportelli, in forte sofferenza. Molto dipenderà, tuttavia, dall’esito dell’indagine interna sui processi di lavoro, che inizierà lunedì con una serie di interviste ai dipendenti: il quadro si avrà tra un paio di mesi. L’intesa-cornice verrà presumibilmente firmata la prossima settimana.

Stefano Ciervo

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