Bancomat svuotato Arrestata guardia giurata

Non era stato forzato, ma aperto utilizzando i codici. È il secondo insospettabile finito in carcere per il colpo di un anno fa alla CariVeneto di S. Maria Maddalena

È scattato un secondo arresto per il colpo da 150 mila euro al bancomat della Coop di Santa Maria Maddalena messo mirabilmente a punto il 10 settembre 2013. Un’ordinanza di custodia ha portato in carecre B. M., 52 anni, di Lendinara (Rovigo), guardia giurata della Battistolli di Ferrara (la società ha fornito la massima collaborazione agli inquirenti, dando un aiuto prezioso nel corso dell'indagine).

Il bancomat della Cassa di Risparmio del Veneto non era stato forzato, ma aperto azionando tutti i codici e le chiavi elettroniche necessarie; l’operazione era stata eseguita più che correttamente e nei tempi dovuti, tant’è che non era scattato il dispositivo che macchia le banconote con inchiostro indelebile.

I carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo intuirono subito che il furto era stato realizzato con qualche speciale complicità: le indagini erano andate alla ricerca di un basista o di un vero e proprio addetto ai lavori, che era a conoscenza delle procedure che regolano le operazioni di carico-scarico dei contanti. La mossa successiva è stata quella di cercare le impronte per poter risalire all’insospettabile “scassinatore”. Si supponeva che fosse stato necessario operare anche a mani nude per aprire il bancomat. Venne trovata una sola impronta completa, ma è risultata sufficiente: i colleghi del Ris la analizzarono. Venne così arrestato ad aprile, su ordinanza di custodia cautelare, C. A. F., 61enne di Sassari, ex guardia giurata a Milano. Un rapporto di lavoro concluso – ricostruirono gli inquirenti – anche a seguito di una storia di ammanchi che portò a una denuncia a piede libero.

Le indagini sono andate avanti e sabato a finire dentro è stato B. M., che in base alle ricostruzioni dagli investigatori era l'autista del blindato della Battistolli che il 10 settembre 2013 depositò i soldi nella cassa della Cariveneto alla Coop, che poco dopo venne svuotata. L'uomo, inoltre, era anche caposquadra e quindi autista del blindato che era stato derubato a Rovigo, in via Pascoli, l'anno scorso, da cui erano stati portati via 600mila euro. All'epoca lavorava per l'istituto di vigilanza Mes.

Sabato i carabinieri hanno eseguito anche diverse perquisizioni; nell’inchiesta sono finite altre tre persone; gli indagati (associazione a delinquere finalizzata al furto) sono B. R., 53 anni, di Lendinara, R. F., 62 anni, e M. F., 48 anni, entrambi di Lusia. Non sono guardie giurate, ma civili, conoscenti dell'arrestato. Il loro ruolo sarebbe di secondo piano, legato più ad aspetti logistici.

Le indagini sono durate mesi e hanno visto i carabinieri del Nucleo investigativo collaborare con i colleghi di Torino. E' infatti emerso che la guardia giurata lendinarese era in contatto con almeno un componente del gruppo di tre persone arrestate a inizio mese in Piemonte. Pure loro specializzate nell'aprire forzieri senza violenza.

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