«Sono i giovani che danno forza. Questa volta la verità arriverà»

Tantissimi goresi hanno risposto all'appello della famiglia Branchi

GORO. Sussurri, ricordi. C’era tutto questo e non solo ieri, nel fiume di persone, tutte goresi, che hanno risposto all’appello della famiglia Branchi e partecipato alla fiaccolata di solidarietà per Willy. Nel tragitto, che ha ripercorso le ultime ore di vita del 18enne gorese, assassinato nel settembre del 1988, ed il luogo del ritrovamento del suo cadavere, sull’argine del Po di Goro, a due passi dal centro abitato del paese, tanta gente, quella che ha memoria diretta, ha ricordato quei giorni.

«Ricordo come se fosse ieri - ha detto un pescatore poco più che quarantenne - la mattina del ritrovamento del corpo di Willy. Stavo tornando a casa dal lavoro, ero sulla strada dell’argine. Ho visto della gente lì, appena giù dalla strada, ma sono stato fermato da un vigile, che mi ha detto di cambiare strada, che da lì non si poteva passare perché avevano trovato una persona morta e non mi ha detto altro. Solo dopo ho saputo che si trattava del giovane Willy, che tutti a Goro conoscevamo. Ricordo che quando ho saputo il modo in cui è morto, mi è dispiaciuto per lui, per la sua famiglia. Ora che l’indagine è stata riaperta e vedere tutta questa gente alla fiaccolata, mi fa ben sperare che qualcosa possa venir fuori e l’anima di Willy trovare pace». «Conosco la famiglia di Willy da sempre - ha detto una pensionata - e quando ho saputo della fiaccolata non ho esitato a partecipare. I familiari di quel ragazzo meritano tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Non pensavo che tanta gente rispondesse a questo appello e sono contenta del fatto di vedere tanti giovani che all’epoca dei fatti erano molto piccoli o addirittura nemmeno nati, ma conoscono la vicenda, perché quanto accaduto a Willy ha segnato profondamente Goro». «Io ho l’età che avrebbe avuto oggi Willy se fosse ancora vivo - ha detto un altro gorese - lo conoscevo, lo conoscevamo tutti. Ho partecipato volentieri a questa fiaccolata. Speriamo che la nuova inchiesta arrivi da qualche parte e soprattutto che se c’è qualcuno che sa qualcosa parli. So che a questa fiaccolata ha voluto partecipare anche mio figlio, che all'epoca dei fatti non era neppure nato, ma ha detto che era una cosa giusta, che andava fatta». Poi, finita la fiaccolata, finiti gli interventi in piazza Bordoni, la gente di Goro torna alle proprie case, non senza prima essersi scambiata impressioni e riunirsi in esigui capannelli per ribadire che la speranza che la nuova inchiesti porti qualche risposta è tanta e soprattutto che se c’è qualcuno che sa di parlare.

Maria Rosa Bellini