La crisi del commercio mette in fuga anche i cinesi

Commercianti cinesi chiudono in via Garibaldi

Chiudono i battenti per sempre due negozi in via San Romano e in via Garibaldi
I gestori: qui poco lavoro e tasse troppo alte, meglio tornare a Shanghay

FERRARA. Io tornare a Cina, qui troppa crisi". L'italiano del negoziante asiatico, seppur essenziale e con le classiche elle pronunciate invece delle erre, è molto chiaro. Non c'è più mercato, addio margini di guadagno e fortuna, anche i cinesi levano le tende.
La crisi economica che taglia le gambe a Ferrara e all'Italia tutta, ha demoralizzato anche loro, alcuni dei nuovi “conquistadores" che vengono da Oriente, forti di una vendita concorrenziale molto efficace. In via San Romano e in via Garibaldi due attività hanno chiuso i battenti, i cartelli affissi alle vetrine dicono tutto quello che c'è da sapere: cessata attività. È finita.
Il titolare di uno dei due negozi ci dice che aveva aperto circa 6 anni fa quando «le cose andavano bene». «Adesso - prosegue nel ragionamento - meno lavoro e più tasse, come fare? Spese troppo alte, affitto troppo alto e guadagno troppo poco. Io non riesco ad andare avanti. Io devo partire».

E così si torna a casa. Al commerciante, che preferisce mantenere l'anonimato non va di tentare fortuna in altre parti di Italia perché «tutta l’Italia è in crisi», meglio risolvere il problema alla radice: «Torno nella mia città, vicino a Shanghai, lì c’è una grande città. Lì il lavoro c'è».
Aprirà un nuovo negozio di abbigliamento e calzature, come quello che tra pochi giorni abbandonerà. Via dalla corte Estense, ritorno alla Repubblica popolare cinese. In via San Romano ora restano tre "bazar" orientali, in via Garibaldi un altro paio. Sembra che il mito, diventato anche un po' luogo comune, del «loro comprano tutto perché pagano in contanti», si stia un po' sfatando. Anche i cinesi risentono della crisi, delle tasse troppo alte, della clientela sporadica e della merce che si accumula sugli scaffali di negozi e magazzini. Sono ancora tante le attività tra negozietti, store, ristoranti, rosticcerie, che si muovono all'interno dell'economia ferrarese ma a quanto pare anche loro iniziano a incassare a fatica i colpi del mercato. La crisi mette in fuga anche i cinesi.
Samuele Govoni