«Robusto rinnovamento nella giunta regionale»

Il presidente Bonaccini: commissione d’inchiesta sulle coop? È una boutade Primarie emiliane del Pd a marzo, a tempo debito darò le mie indicazioni

Un blitz nella redazione della Nuova dopo l’impegnativa partecipazione mattutina ad un convegno europeo, e un po’ di relax tra gli sportivi del Subbuteo. Stefano Bonaccini, fresco presidente della Regione, ha scelto questa maniera per rafforzare alcuni messaggi che gli stanno a cuore.Al suo fianco il segretario provinciale Paolo Calvano, infastidito in questi giorni dalle voci di accordi bolognesi per preferirgli al vertice regionale del partito, ancora occupato dallo stesso Bonaccini, il consigliere regionale Giuseppe Paruolo.

Mettiamo subito i piedi nel piatto. Cosa c’è di vero in questa storia degli accordi tra correnti Pd in vista del congresso?

«Guardi, in questi giorni mi sto occupando d’altro, girando la regione in lungo e in largo: oggi sono stato ad un convegno sulla macro regione Adriatico-Jonica, che non vuol dire fusioni di regioni ma politiche europee che riguardano 8 stati membri. Seguo direttamente dossier importanti, come terremoto (sarò commissario, penso, poco dopo l’insediamento del consiglio regionale) e infrastrutture, come in occasione della visita a Palazzo Chigi. Poi, ho ottenuto in Direzione regionale del Pd una forte unità di percorso verso primarie, forse a marzo, aperte a iscritti ed elettori, come si doveva fare dopo l’inchiesta in Regione e i fatti romani (non paragonabili, comunque) e il segnale dell’astensione alle urne. Sarà quindi possibile nelle prossime settimane presentare una piattaforma per candidarsi alla segreteria e raccogliere convergenze su di essa. Ora non mi occupo di dare indicazioni, le dirò al momento debito».

L’unico nome fatto per la nuova giunta resta Patrizio Bianchi. Ci sarà spazio per altri ferraresi?

«Si sapeva che Patrizio avrebbe fatto parte della giunta, anche perché ho affidato a lui le mie proposte programmatiche, ma il tema territoriale non sarà prevalente. Gli assessori lavoreranno per tutta la Regione, non per rappresentare la loro provincia. I componenti saranno 10, i criteri per individuarli, entro la fine della prossima settimana, sono competenza ed esperienza amministrativa. Altre conferme? Serve una robusta dose di rinnovamento, visto che si apre una nuova stagione dopo quella di Errani, senza escludere altre conferme».

Il suo rivale Fabbri ha invocato una commissione d’inchiesta regionale sui legami tra le coop emiliane e quelle coinvolte nell’inchiesta di Roma. È d’accordo?

«Quella di Alan è una boutade, su questa vicenda sta già indagando la magistratura. Ribadisco che ovunque si annidi la corruzione va usato il diserbante, qualche delinquente non può mettere a repentaglio un intero movimento, che attenzione, non è più fatto dalle “coop rosse” visto il percorso verso l’alleaenza cooperativa nazionale. Ho apprezzato la ferma reazione del gruppo dirigente emiliano delle coop, decideranno loro se costituirsi parte civile».

Una chiusura su Ferrara. Come e dove si colloca il nostro territorio nell’Emilia che lei ha in testa?

«Sto lavorando ad una regione con un’economia costiera basata su pesca, porti (il potenziamento di Ravenna serve anche a Porto Garibaldi) e turismo, e corridoi veloci di collegamento con i distretti industriali. Per questo metteremo tutta la determinazione possibile nel realizzare la Cispadana. Sarà Ferrara a decidere da sola dove stare, tra le alleanze di area vasta (Romagna, Bologna, le “due” Emilie) che si stanno delineando».

Stefano Ciervo

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