Monossido, un morto e un intossicato

Un peschereccio (foto archivio)

Pescatore di Goro grave al Sant'Anna per le esalazioni su un peschereccio. Il capitano invece non ce l'ha fatta

GORO - E' vivo per miracolo, sopravvissuto alle esalazioni del monossido di carbonio che hanno ucciso l'amico che era con lui. Andrea Pennini, 53 anni, originario di Bagnacavallo ma residente a Goro, si trova ora ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Ferrara dopo essere stato sottoposto al trattamento nella camera iperbarica a Ravenna.

Pennini si trovava sul peschereccio "Nonna Ester" attraccato al porto di San Benedetto del Tronto insieme al capitano Maurizio Riccardi, 53 anni, originario di Savignano sul Rubicone. Durante la notte tra domenica e lunedì è avvenuta la tragedia costata la vita a Riccardi e che ha quasi ucciso Pennini. I due dormivano in cuccetta quando il natante è stato invaso dalle esalazioni del monossido di carbonio, sprigionate, secondo una prima ricostruzione, dal motore lasciato acceso per ricaricare il generatore che doveva far funzionare la stufetta elettrica.

Il resto dell'equipaggio aveva deciso di alloggiare in albergo. Lunedì mattina uno dei figli del capitano doveva prelevare il pesce pescato ed è stato lui a scoprire i due ormai esanimi nelle cuccette. Così li hanno trovati i soccorritori, ma mentre Riccardi - che dormiva nella cuccetta più in alto, non ha avuto scampo, Pennini si è salvato perché si trovava in posizione più bassa, mentre il monossido, più leggero dell'aria, tende a salire.

Portato con il 118 a Ravenna, Pennini è stato sottoposto al trattamebto in camera iberbarica per l'intossicazione, ed è stato poi portato oggi all'ospedale di Ferrara per altri accertamenti,