Agricoltori in ansia Capa ora non paga

Il presidente della cooperativa Costa è fiducioso: «Ci vorrà tempo ma ce la faremo. Salderemo i soci»

VIGARANO PIEVE. I circa 1.200 soci della cooperatica Capa Ferrara (sede legale nel capoluogo ed impianti per l’essiccazione di cereali per una capienza di circa 70 mila tonnellate, in via Rondona a Vigarano Pieve) sono estremamente preoccupati. La cooperativa da tempo attraversa un momento delicato e i pagamenti delle spettanze dovute vengono ritardati. Una situazione molto complessa . Dal 15 settembre dello scorso anno a reggere le sorti della cooperativa è il presidente Eugenio Costa. «Lo so perfettamente che i soci si lamentano - esordisce - a loro dico che siamo fortemente impegnati ed è necessario poter avere la continuità aziendale ovvero dobbiamo garantire il prodotto. È nostra intenzione pagare gli agricoltori ma per farlo dobbiamo svolgere il nostro lavoro. Ci vorrà un po’ di tempo ma sono sicuro che ce la faremo. Dobbiamo riguadagnare la fiducia dei nostri clienti mantenendo nel contempo la struttura funzionante. Stiamo contattando tutti i nostri soci presenti nelle province di Ferrara, Modena, Bologna, Rovigo e Mantova ed anche gli istituti di credito con i quali lavoriamo. Dopo aver toccato il punto più basso stiamo cercando di risalire. Perché siamo arrivati a questo punto? Non c’è stata certamente una gestione oculata».

Tra le ipotesi che circolano c’è anche quella relativa alla nomina di un commissario. «Se riusciamo a risalire questa ipotesi non è ipotizzabile» taglia corto Costa, il quale rimarrà in carica sino a fine 2015. Attualmente Capa Ferrara sta chiudendo la semestrale (ci sono anche debiti importanti verso le banche) solo successivamente si potrà avere un quadro più preciso. Dalla scorsa estate è stato conferito un incarico ad un’azienda di consulenza che sta analizzando nel dettaglio la situazione.

Oltre all’impianto di Vigarano Mainarda, una delle realtà più importanti in provincia con Capa Cologna, Capa Ferrara vanta anche un impianto a Felonica Po (Mn) mentre quello di Scortichino è crollato dopo le terribili scosse di terremoto del 20 e 29 maggio 2012. «Abbiamo inoltrato da tempo la pratica per la ricostruzione», afferma lo stesso Costa.

Capa alimenta con le forniture di biomasse le centrali dell’Energy Bondeno. Qualche tempo fa è stato firmto un accordo commerciale per i conferimenti cerealicoli con il Consorzio Agrario dell’Emilia. La capacità di essiccazione dell’impianto è di 2.400 tonnellate al giorno e oltre 100 mila tonnellate di stoccaggio.