L'altra faccia della crisi: nelle aziende troppo lavoro nero, 61 attività sospese

La sede della Direzione Lavoro

Quasi la metà delle ditte controllate dalla Direzione Lavoro è risultato irregolare. Per gli atipici, nel 2014 conteggiati 800mila euro d’evasione

FERRARA. Dalle ispezioni in 1.222 aziende, il 47% è risultato irregolare con incremento del 32% rispetto all’anno precedenti. È questo il dato che salta più all’occhio del bilancio dell’attività della Direzione territoriale del lavoro, svolto dal neo direttore Mariaelisa Castellini nel corso di un incontro con sindacati, imprenditori e dalla consigliera di parità Donatella Orioli.

I lavoratori irregolari sono stati 746 e destano preoccupazione i dati relativi ai lavoratori in nero (413) e alle sospensioni di attività d'impresa per impiego di lavoro nero (61 attività sospese), una tendenza che si conferma nelle rilevazioni dei primi mesi del 2015. Il settore con il più alto tasso di irregolarità è il terziario (54%), dove si registra il più ampio ricorso al lavoro nero (293 lavoratori). Sono stati 185 i lavoratori riqualificati a seguito di illegittimo ricorso a contratti di lavoro atipico, mentre l'imponibile evaso accertato nel 2014 ammonta a 803.363,99 euro. In sede di contenzioso, il giudice ha dato ragione alla Direzione nel 61% dei ricorsi.

 

Le richieste d'intervento presentate dai lavoratori riguardano soprattutto il recupero di crediti patrimoniali, retribuzioni e trattamento di fine rapporto r la Direzione ha potenziato in particolare la conciliazione monocratica.
Il tentativo di conciliazione ex art. 410 c.p.c., innanzi alla Commissione di conciliazione, non più obbligatorio, è stato richiesto in 261 casi. La procedura di conciliazione obbligatoria dinanzi alla commissione provinciale nei casi di licenziamento per giustificato motivo è stata attivata per 54 casi e gli esami congiunti delle istanze di Cigs presso la Provincia sono stati 19. Le somme liquidate ai lavoratori a seguito delle procedure conciliative sono state in totale 1.443.152,98 euro.
Il servizio Politiche del lavoro è stato inoltre impegnato nell'esame di 713 istanze relative alle procedure di salvaguardia. Per quanto concerne il rilascio dei provvedimenti amministrativi di competenza, la Direzione ha esaminato 656 istanze di autorizzazione all'astensione per le lavoratrici in gravidanza con lavoro a rischio e rilasciato 111 provvedimenti relativi alle richieste di installazione degli impianti di videosorveglianza. Rilevante inoltre il dato relativo alle convalide delle dimissioni: tra le lavoratrici madri è in costante aumento (145 nel 2014). A tal proposito Orioli ha voluto ringraziare il personale della DTL per la collaborazione offerta nel segnalare situazioni di possibili discriminazioni riguardanti le lavoratrici madri.
Le parti sociali hanno manifestato il loro apprezzamento per l’attività della Direzione, chiedendo di poter riconvocare a breve termine l'Osservatorio per la cooperazione. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre espresso preoccupazione per l'annunciata riorganizzazione dell'attività di vigilanza, come previsto dal Jobs Act, paventando il rischio che con l'istituzione dell'Agenzia ispettiva si perda la possibilità di avere un interlocutore radicato sul territorio.