«Matrimoni gay? Non spetta al Comune»

Registro unioni civili: «Sulle coppie di fatto etero e omosessuali lavoriamo per estendere diritti e tutele»

Il registro dei matrimoni gay celebrati all’estero - per la cui istituzione le associazioni ferraresi dei gay e delle lesbiche stanno raccogliendo le firme - assai difficilmente vedrà la luce a Ferrara. L’assessore Annalisa Felletti (Pubblica Istruzione, Pari Opportunità, Cooperazione Internazionale, Politiche per la Pace) non lo dice in modo esplicito nell’intervista rilasciata alla Nuova, ma il suo ragionamento è lo stesso sufficientemente chiaro: «Su questa materia è il governo, è il parlamento che deve decidere». Si preannunciano invece significativi cambiamenti sul registro comunale delle Unioni civili, che riconosceranno maggiori diritti e daranno maggiori garanzie alle coppie di fatto etero e omosessuali.

Nove mesi da assessore. Come valuta questo inizio di esperienza amministrativa?

Nove mesi...è stata una gestazione a volte difficile, ma è un’esperienza entusiasmante e molto avvincente per la qualità delle relazioni che si intrattengono.

La prima grana l’ha avuta con le scuole d’infanzia Jovine, Pacinotti, Guido Rossa. Come valuta l’esito di questo scontro-confronto sulle esternalizzazioni?

Il problema è stato risolto molto positivamente (niente esternalizzazioni per Jovine e Pacinotti, ma riduzione dei posti alla Guido Rossa per cui si prevede la statalizzazione, ndr), qualità garantita e sostenibilità economica pure. Vorrei premettere che a partire da settembre-ottobre con la riapertura delle scuole mi sono dedicata assiduamente ad approfondire la conoscenza del mondo della pubblica istruzione. Ho stretto rapporti di collaborazione con tutti i dirigenti scolastici e con il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Antimo Ponticiello. Tornando alla domanda, la soluzione è stata il risultato di un rapporto importante costruito con i genitori del comitato Bambini fuori dal Comune. I genitori contrastavano la proposta dell’amministrazione, hanno però accettato di misurarsi sul merito della questione, che ha a che vedere con la qualità del servizio, ma anche con il costo del servizio. É stato un buon esempio di cittadinanza attiva da parte dei genitori, con i quali continuo a essere in contatto, e di capacità di ascolto da parte dell’amministrazione.

Al di là di questa vicenda, l’attenzione dei genitori e dell’opinione pubblica è molto alta su nidi e materne.

È molto attenta anche l’amministrazione. Sono andata a Reggio Emilia a vedere di persona come funziona il un modello che viene preso ad esempio a livello mondiale. Posso affermare che il modello ferrarese non si discosta molto da quello reggiano. In alcuni casi, penso ai Centri famiglie, forse siamo anche più avanti.

Le dichiarazioni Isee sono state passate al setaccio, non più controlli a campione ma a tappeto. Pare che non tutti, anzi molti, abbiano presentato dichiarazioni non veritiere. Come vi regolerete?

Farò presto il punto della situazione con Mauro Vecchi (è il dirigente dell’Istituzione Scuola), posso solo dire che nel regolamento, per ragioni di legge e di massima trasparenza, abbiamo inserito un passaggio in cui si chiarisce che in caso di accertata dichiarazione mendace si perde il diritto all’eventuale riduzione della tariffa.

Le unioni civili avranno qualche riconoscimento in più da parte del Comune? E quando arriveranno le novità per le coppie di fatto?

Stiamo lavorando per una nuova regolamentazione dell’elenco delle Unioni civili che esiste a Ferrara dal 2006. Abbiamo avviato un percorso partecipativo, il progetto “Nuovi diritti-Nuove famiglie”, che attraverso sei incontri approfondirà i temi della convivenza sotto diversi profili, poichè oggi la convivenza riguarda cittadini diversi per religione, cultura, orientamento sessuale. Tra la fine di marzo e la fine di maggio raccoglieremo idee e istanze utili per elaborare una proposta. Oggi l’iscrizione all’elenco delle Unioni civili offre alla coppia di fatto solo dei punti per l’assegnazione degli alloggi pubblici. L’obiettivo è quello di estendere la sfera delle garanzie e delle tutele per le coppie di fatto eterosessuali e omosessuali.

Come si ragiona con Tagliani su questi temi?

Bene, il sindaco bada al merito delle cose, in questo caso al fatto che vi siano risultati utili per i cittadini. È assolutamente d’accordo sull’approccio, sul percorso, finito il quale sarà la giunta, che è espressione di una maggioranza dove su questo come su altri temi vi sono sfumature e pensieri diversi, a decidere come cambiare le regole.

Lei ha firmato la petizione “Trascriviamo”?

No, non ancora.

Le associazioni omosessuali ferraresi chiedono che il Comune si doti del registro per il riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all’estero. Qual è la sua opinione?

Penso che sia compito e dovere del governo e del parlamento decidere su questa materia. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso deve essere reso possibile da chi ha la potestà giuridica, altrimenti si rischia di riconoscere una prerogativa che non è fondata su alcuna base di certezza con il rischio di dover fare poi dei passi indietro. Il testo di legge elaborato dalla relatrice Monica Cirinnà regolamenta le unioni anche tra coppie omosessuali e riconosce molti diritti, ma non prevede il matrimonio.