«Le nostre imbarcazioni in luoghi più sicuri»

Incontro per il portocanale, incisivo intervento dei titolari della barca affondata Domani previsto l’arrivo dei sassi che dovrebbero limitare il moto ondoso

COMACCHIO. Piano di settore della portualità: è stato il tema dell'incontro pubblico in cui si sono confrontati da una parte il sindaco, la giunta, il consigliere comunale di centro destra Antonio Di Munno, l'architetto comunale Fedozzi, e dall'altra le imprese, gli operatori, i cittadini.

Il sindaco ha presentato le linee di indirizzo e i futuri usi delle zone del piano del Porto, le proposte di ricettivo destinate ad imprenditori privati e le aree che interesseranno le parti demaniali private e future, oltre alla vasta superficie ex Cercom che come da progetto dovrebbe essere bonificata ed adibita ad altra fruizione. Fabbri ha evidenziato che «per l'idrovia ci sono ancora da investire 80 milioni di euro che dovrebbero ritornare su questo territorio».

Fedozzi ha poi illustrato i vari progetti: due darsene gemelle, le aree cantieristiche, la parte del diporto con servizi turistici. Hanno poi preso la parola gli operatori della pesca, tra cui Angelo Carli capitano della motonave Federica affondata nei giorni scorsi il quale ha usato toni pesanti e forti dicendo: «Siamo stanchi di chiacchiere, è stato rovinato il porto e il mondo della pesca, bisogna lavorare in sicurezza, la politica non si deve dimenticare di noi, prima il porto era più sicuro».

Ariberto Felletti ha dato invece voce a tutti i pescatori sottolineando che «bisogna risolvere il problema e chiudere la bocca del porto, così il porto è insicuro! Siamo noi pescatori che abbiamo creato il turismo, avevamo il porto più efficiente dell'Adriatico, non volevamo questa idrovia». Non è mancata la replica di sostegno a tutti gli operatori della pesca di Di Munno «oggi maggioranza e opposizione sono insieme per risolvere i problemi adesso, prima che il progetto diventi definitivo».

Forti le parole di Stefania Carli proprietaria della motonave Albatros: «Sono state fatte oltre 20 riunioni. Durante l'inverno le barche devono rimanere ormeggiate in sicurezza e anche d'estate serve un ormeggio primario, nel corso delle mareggiate nessuno di noi dorme, siamo tutti sul porto a sorvegliare le nostre imbarcazioni che siano da pesca o turistiche». Decisivo l'intervento di Cna Nautica di Ferrara con la rappresentante Amelia Grandi: «L’imbocco del porto è un grave problema, come associazione cerchiamo di dare risposte e farci sentire, le barche hanno bisogno di un posto sicuro». Rassicurante l'intervento del comandante del porto tenente Pistino: «Lunedì è previsto l'arrivo della nave che trasporta i sassi che provvisoriamente verranno depositati trasversalmente nella bocca del porto tra il nuovo molo non ancora terminato di Estensi e la vecchia diga in mezzo al canale. Vedremo dopo le mareggiate se la situazione migliora».

Caterina Bonazza

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