Duecento reperti tornano a Comacchio

Affidato l’appalto alla ditta Art Italy, dopo il via della Sovrintendenza per i beni archeologici il Museo sarà completato

COMACCHIO. Da tempo si parla del trasferimento in laguna di circa 200 reperti dell’antica necropoli di Spina, attualmente custoditi nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, all’interno delle ampie e restaurate sale dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi. La data, attesa dai comacchiesi sin dalle operazioni di bonifica delle Valli, durante le quali dal sottosuolo venne alla luce un patrimonio archeologico di valore inestimabile, sembra ormai vicina. La ditta Crown Fine Art Italy di Abbiategrasso (Mi) si è aggiudicata la trattativa negoziata, dopo che il Comune ha emanato l’avviso pubblico, per ottenere manifestazioni di interesse relative al trasporto specializzato di reperti archeologici con supporti espositivi, al fine di procedere all’allestimento del nascente Museo del territorio. La procedura negoziata, mediante cottimo fiduciario, consta di un importo complessivo di affidamento lavori pari a 150mila euro (10mila euro per oneri di attuazione dei piani di sicurezza e 140mila per l’esecuzione degli stessi) e comprende anche il trasloco dei reperti del Museo del carico della nave romana, dalla attuale sede di piazzetta della Pescheria al piano terra dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi, in via Agatopisto. Non appena la Soprintendenza per i Beni Archeologici darà il via libera, la ditta aggiudicataria dell’appalto procederà con l’imballaggio, il trasporto specializzato in sicurezza e disimballaggio dei reperti archeologici da Ferrara a Comacchio. Tra i beni oggetto del trasporto, dettagliatamente descritti nell’elenco che fa parte integrante del capitolato d’appalto, pubblicato all’Albo pretorio del comune, figurano due anfore, 60 oggetti di età romana (di piccolo formato), fregi architettonici in calcare, un’ascia in bronzo, quattro stele in calcare, due candelabri etruschi in bronzo, 55 frammenti di vasi di ceramica in bronzo, dieci balsamari etruschi e molto altro. I reperti saranno tutti dislocati in una delle quattro sezioni del museo, in base alla loro epoca storica di provenienza. Oltre al trasporto e alla sistemazioni dei reperti dell’attuale museo del carico della nave romana, è previsto anche il trasferimento di 1 piroga monossile dalla Manifattura dei Marinati e, da Palazzo Patrignani, di frammenti di arredi architettonici e di oggetti, provenienti da contesti abitativi medievali. Lo scorso anno un team di architetti, coordinato da Michela Biancardi, ha vinto il concorso di idee finalizzato agli allestimenti museali. «Anche gli architetti ai quali è stato affidato il progetto di allestimento sono all’opera – commenta Mario Cesarano, funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici - in stretto contatto col comitato scientifico da me coordinato, per realizzare nel più breve tempo possibile un’esposizione capace di esprimere i contenuti scientifici del museo, in maniera nuova ed entusiasmante».