Usura, a processo tre funzionari di banca

Udienza in ottobre: chiesero interessi a imprenditore fino al 30%. In altra causa, dirigenti Bnl accusati dello stesso reato

FERRARA - E’ il primo processo che si celebra a Ferrara per il reato di usura a carico di dirigenti di banca. E vede sotto accusa tre funzionari di Unicredit Corporate Banking per aver praticato - secondo l’accusa - interessi, ritenuti usurai, ad un imprenditore cliente della banca, tra gli anni 2009 e 2011. Interessi che arrivano anche al 30.57% (trimestrali). Accuse che sono state vagliate dalla procura (pm Alberto Savino e procuratore capo Bruno Cherchi) che ha chiesto e ottenuto dal gup Monica Bighetti il rinvio a giudizio. Accuse che ora dovranno avere il vaglio del tribunale al processo del prossimo 8 ottobre, quando imprenditore e moglie (garanti per la società) saranno parte civile.

Come recita il capo di imputazione accolto dal giudice Bighetti, prima e dopo il novembre 2009 e fino al 2011, i due funzionari di banca che gestivano il rapporto con l’imprenditore, intestato alla società Progeco Srl, e quindi il loro direttore accusato di non aver controllato l’osservanza delle norme antiusura da parte dei due funzionari, si facevano dare e promettere a vantaggio della banca Unicredit Corporate Banking interessi usurai: tassi che dal terzo trimestre 2009 sono andati via via crescendo, dal 17.39% al 30.57% del 1° trimestre 2010 fino al 1° trimestre 2011 dove si arrivò al 24.55%. L’inchiesta non è nuova alle cronache, poichè dopo le valutazioni giuridiche, il caso dell’imprenditore finì anche negli uffici della prefettura per accedere al fondo di solidarietà per le vittime di usura e così bloccare temporaneamente tutti i provvedimenti attivati nei confronti dell’imprenditore.

L’accesso al fondo per lui è già stato prorogato di altri 300 giorni rispetto la prima richiesta. In questo caso come si legge nell’atto giudiziario, l’aggravante contestata ai tre funzionari di banca è quella di aver agito nell’esercizio di una attività professionale bancaria, e di aver commesso il fatto in danno di un imprenditore in stato di bisogno. Al processo i dirigenti e lo stesso istituto indicheranno fonti di prova a difesa, per sostenere che non vi erano tassi usurai, decisi tra l’altro dalla sede romana. Sarà il confronto in aula a stabilire verità e precedente giudiziario, che potrebbero valere per altri procedimenti. Visto che sempre negli uffici della procura cittadina, altri casi sono pendenti: uno di questi riguarda funzionari della Bnl, indagati per tassi usurai per cifre irrisorie (ma formalmente è rilevato il reato) nei confronti di un imprenditore comacchiese. Anche in questo caso la procura (pm Savino e Cherchi) ha richiesto il rinvio a giudizio per i tre bancari: l’udienza davanti al giudice in cui si valuteranno accuse e difese della banca è fissata a giugno.