Carife, accordo possibile Si discute sui dirigenti

Due round hanno tolto l’integrativo dal tavolo, gli esuberi restano 60 più 4 apicali Assemblea per la ricapitalizzazione alla fine di luglio, slitta il commissariamento

Le basi per un accordo sulla nuova ristrutturazione in Carife, la seconda nel giro di due anni, sono state poste nel corso della lunga giornata di trattative tra sindacati e commissari, e già oggi potrebbe essere il giorno decisivo, anche se la firma dovrebbe slittare all’inizio della prossima settimana anche per ragioni logistiche. Le posizioni non sono apparse troppo distanti, infatti, già nel round della mattina, e alla ripresa delle 18.30 il clima è rimasto «non negativo», era la valutazione che si poteva cogliere tra i sindacalisti. La base dell’accordo resta la richiesta dei commissari di 60 esuberi tra personale ferrarese e di Commercio e finanza, per il quale sarà possibile ricorrere in toto al Fondo esuberi senza chiedere altri sacrifici al personale, già messo a dura prova dalle giornate di solidarietà. Dai sindacati è arrivata la richiesta d’inserire anche 4 dirigenti tra gli esuberi, e i commissari su questo tentennano, in quanto ritengono che in una fase come questa non si possa rinunciare ad altre figure apicali, ma la trattativa era chiamata a smussare anche questi angoli. Anche per le chiusure di filiali si parte dalle richieste dei commissari, 17 chiusure, per arrivare probabilmente a ridurre di qualche unità il numero di soppressioni.

Un aspetto importante, sul quale le parti hanno convenuto abbastanza in fretta, è il “congelamento” del contratto integrativo in essere: non avrebbe senso metterci mano per risparmiare qualcosa, quando tra poco a gestire la banca arriveranno gli uomini del Fondo interbancario per la tutela dei depositi. Non si è arrivati, del resto, a parlare di cifre-obiettivo di risparmi su base annua.

A rendere meno teso il clima dell’incontro ha contribuito anche il pre-accordo raggiunto tra le sigle sindacali, che hanno unificato il tavolo delle trattative. First Cisl da una parte, Fabi, Cgil, Uil e Ugl dall’altra, hanno infatti messo da parte grazie alla mediazione delle rispettive segreterie nazionali, i contrasti che avevano spaccato il tavolo nei precedenti incontri, a causa in particolare delle forti frizioni tra l’ex Dircredito (oggi First) e Fisac dall’altra. A questo punto l’eventuale accordo sarà firmato unitariamente.

I commissari non si sono sbottonati, come di consueto, sulla conclusione della procedura, anche se hanno confermato di voler convocare l’assemblea per l’abbattimento del capitale sociale e la ricapitalizzazione Fitd, entro il mese di luglio. La data più probabile si colloca tra il 28 e il 30 luglio. È tuttavia ormai chiaro che il nuovo consiglio di amministrazione, espressione del Fondo interbancario, non potrà insediarsi subito, e quindi l’amministrazione straordinario dovrebbe andare avanti ancora per un paio di mesi dopo l’assemblea. I dati di bilancio, però, dovranno essere messi a disposizione degli attuali soci 15 giorni prima dell’assemblea. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA