Cibo abbondante e sicuro per tutti «Serve innovazione»

«L'innovazione e la ricerca devono essere considerate come volano e risposta alle nuove sfide globali che ci attendono nei prossimi anni e durante l'assemblea dell'Organizzazione mondiale degli...

«L'innovazione e la ricerca devono essere considerate come volano e risposta alle nuove sfide globali che ci attendono nei prossimi anni e durante l'assemblea dell'Organizzazione mondiale degli agricoltori questo concetto è stato giustamente discusso e sviscerato». A parlare è il presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli. All'assemblea di qualche giorno fa all’Expo era presente il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi che ha ricordato che per poter contrastare l'aumento della popolazione previsto per i prossimi anni, l'agricoltura deve necessariamente crescere investendo in ricerca e innovazione. «Ricerca e innovazione sono fondamentali - ha detto Guidi - non solo dal punto di vista della food security (cibo in quantità sufficiente per tutti), ma anche della food safety (cibo sicuro in termini sanitari). In poche parole per produrre di più e meglio. Per conservare e per distribuire senza perdite in campo e senza sprechi lungo la catena alimentare a beneficio di tutti». Il presidente di Confagricoltura ha sottolineato quanto l'innovazione sia cruciale anche rispetto agli scenari della sostenibilità economica, visto che migliora i redditi dei produttori agricoli, aumentando la quantità e la qualità delle produzioni e riducendo i costi; ma anche ambientale, grazie all'uso di tecnologie incentrate sull'utilizzo razionale delle risorse e dei mezzi tecnici. In questo senso le esperienze di precision farming, che Confagricoltura sta sostenendo nelle sue aziende, sono l'esempio di un’agricoltura attenta all'ambiente e alla sicurezza alimentare.

«È necessario prevedere adeguati incentivi dalla politica agricola che orientino verso l'adozione di maggiore innovazione. A livello globale internazionale, sicuramente l'Oma può costituire un'utile strumento di confronto, di scambio e di diffusione del know-how e per creare un grande network digitale della conoscenza» conclude Scaramagli.