«Sulle unioni civili Ferrara è troppo timida»

L’avvocato Morassutto (Articolo 29): «Altri Comuni sono stati più virtuosi» «Una pietra miliare il pronunciamento della Corte europea sui matrimoni gay»

L’Italia è colpevolmente in ritardo rispetto all’Europa, e al mondo, nel riconoscimento dei diritti delle coppie omossessuali. E Ferrara è meno “virtuosa” di altri Comuni italiani che, seppure con atti simbolici, hanno dato segnali di riconoscimento di questi stessi diritti. E’ questa la sintesi che l’avvocato ferrarese Luca Morassutto, coordinatore di Articolo 29, trae dalla pesante tirata di orecchie che la Cedu (Corte Europea per i Diritti Umani) ha dato al nostro Paese per la cocciutaggine con cui si è ostinata a non riconoscere diritti fondamentali delle persone omosessuali, e a negare l’esistenza stessa di un “social need” (bisogno sociale, così si è espressa la Cedu) già ampiamente radicato nel sentimento nazionale.

Il pronunciamento della Cedu, scaturito dal ricorso di alcune coppie contro il divieto di sposarsi, rappresenta - sottolinea Morassutto - una pietra miliare nel riconoscimento non solo dei matrimoni gay, ma delle tutele familiari oggi negate agli omossessuali. «La Cedu ha bastonato l’Italia in modo imbarazzante, accusandola di aver violato l’articolo 8 della Convenzione Europea dei diritti umani che regola il rispetto per la vita privata e familiare». «Per almeno tre decenni - rammenta - il nostro Paese si è reso responsabile di un colpevole silenzio, inottemperando ad adottare misure per garantire questi diritti, e svilendo il potere della magistratura per non aver approvato una legge che giace da troppo tempo in Parlamento, bloccata da infiniti emendamenti». Un punto cruciale, continua Morassutto, consiste nel riconoscere come il ricorso a scritture private sia in realtà una falsa tutela: «La Cedu al contrario ravvisa la necessità di assistenza non solo materiale, ma anche morale, e soprattutto di un riconoscimento sociale con condizioni identiche rispetto a coppie omossessuali. Un passo decisamente in avanti, quindi, rispetto alle Unioni Civili». Di fronte all’immobilità del Parlamento, conclude Morassutto, ci sono Comuni, come Milano, Napoli, Roma e Bologna, che hanno dato un impulso forte con le trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero. «Un fattore simbolico, che la stessa Corte utilizza come segnale del sentimento nazionale. Ci sono Comuni virtuosi che si sono attivati per garantire un minimo di tutela, seppure con strumenti insufficienti come il registro delle Unioni Civili. Ferrara, su questo fronte, si è dimostrata molto più timida». (a.m.)