“Ferrara Rara”, l’ultimo libro di Carlo Bassi

Un altro omaggio alla sua città con l’integrazione del suo “Perché Ferrara è bella”

FERRARA. È in libreria l’ultima opera di Carlo Bassi dedicata a Ferrara: “Ferrara Rara Perché Ferrara è bella” edito da Archivio Cattaneo editore in Cernobbio, studio editoriale prestigioso che si dedica con attenzione particolare all’architettura.

In realtà l’operazione compiuta dall’autore ha come protagoniste le pagine del suo “Perché Ferrara è bella” che dopo cinque edizioni è ormai esaurito. Quelle pagine nel nuovo libro sono diventata un ‘inserto storico’: sono riportate in toto, troppo preziose, scrive Carlo Bassi, per essere abbandonate o dimenticate.

Attorno a quel nucleo l’Autore ha riavviato la lettura dei suoi “luoghi della mente” (che sono gli ambiti della Addizione di Ercole e i suoi dintorni) puntando decisamente su una nuova lettura di essi e assegnandoli alla intuizione, alla cultura, alle conoscenze di Pellegrino Prisciani considerato il maestro vero e l’inventore di fatto della grande operazione erculea.

Carlo Bassi tuttavia ritiene Biagio Rossetti un fondamentale protagonista della impresa, costruttore dei luoghi sensibili di essa, e deus ex machina della immagine stessa della città. Nel libro viene illustrata una sua opera quasi inedita, la residenza dei Principi a Correggio, dove fa sfoggio (lui o un suo collaboratore?) delle regole auree nella composizione architettonica.

Ma l’autore non può dimenticare la diatriba annosa attorno ai Decani di Schifanoia e fa raccontare a Gianluigi Magoni come quelle immagini abbiano attraversato i millenni. Ma il libro, stando sempre nei dintorni della Addizione, vuole anche ricordare avvenimenti che hanno avuto risalto nella cultura della città e che non vanno dimenticati come la imbiancatura del cornicione del Palazzo dei Diamanti e il ritrovamento di un grande dipinto di Annibale Zucchini, uno dei maestri riconosciuti della scultura del secolo scorso. Un fascicolo di immagini legate ai testi sono raccolte nel Portfolio, mentre una serie di immagini in bianco e nero commentano l’ultimo capitolo del libro dove l’invito a “Perdersi a Ferrara” fa eco ad un testo famoso di Walter Benjamin. Un particolare spessore informativo Carlo Bassi ha voluto assegnare al Regesto che conclude il libro dove tutte le pagine dei “luoghi della mente” sono analizzate e documentate nei loro collegamenti e nella loro storia.

Il richiamo che compare già nella pagina iniziale del libro al tema grande della poesia vuole essere il leit-motiv del libro e vuole dare senso profondo a queste pagine un vero e sentito atto d’amore a Ferrara di Carlo Bassi.