"Picchiati solo perché gay"

Tre persone aggredite in pieno giorno da una banda di ragazzini in Porta Reno

"Ieri pomeriggio, io, Mario e Pasquale siamo stati aggrediti da tre teppisti in pieno centro a Ferrara. Tanta violenza mista ad omofobia proviene da dei ragazzini, minorenni o appena maggiorenni: è qualcosa di malsano. La frustrazione nel non potergli mettere le mani addosso sarà attenuata dalla consapevolezza di avere la coscienza pulita, oltre che la fedina penale intonsa. Ma bisogna sempre, e sottolineo sempre, denunciare questi atti di viltà, inciviltà e disgustosa ignoranza, motivo per il quale siamo da poco usciti dalla questura. La denuncia è partita, spero davvero li identifichino, non perché desidero vengano puniti, ma perché capiscano che ogni azione ha sempre una conseguenza, perché imparino a rispettare il prossimo e a cucirsi le loro bocche di merda. Anche se i minorenni delinquenti, spesso vengono comunque trattati con i guanti di velluto (cosa alquanto opinabile). E dico a tutti voi, non lasciate i fatti nell’invisibilità, denunciate sempre".
Alle 18.30 di mercoledì, Filippo Bergamini ed altri due amici, sono stati aggrediti in Corso Porta Reno, sotto i portici davanti alla Bnl. Una banda di ragazzini, a quanto pare quasi tutti minorenni, ha deciso che quelle persone andavano in qualche modo “punite” . Il motivo? «Omofobia», come scrive sulla sul suo profilo Facebook lo stesso Bergamini. «Hanno colpito solo me - spiega - ho preso due pugni in faccia e un dito rotto. Nulla di grave». E invece tutto è grave. È grave che tre persone non siano libere di camminare per strada, è grave che vengano colpite e discriminate solo perché omosessuali, è grave che ragazzini si comportino in maniera così vile e violenta.
«Ho fatto denuncia - aggiunge Bergamini - le telecamere della banca hanno ripreso tutto. È successo in centro storico...sono ancora scioccato».

Il post di Filippo Bergamini è stato condiviso e commentato da centinaia di persone, tutti messaggi di solidarietà. Come hanno scritto Dylan e Miki «Sarebbe molto facile attribuire la responsabilità alla città piccola, bigotta e provinciale, quale in realtà è quella in cui viviamo. Ma la responsabilità è esclusivamente dell’ignoranza, della chiusura mentale e la totale mancanza di principi che domina in questi adolescenti. Non abbiamo armi se non fare sentire la nostra voce».
Bergamini è finito in ospedale, i suoi amici stanno bene. Resta una brutta ferita “dentro”, curata dalle tantissime parole di conforto e da un sentito «non siete soli».