Ferrara, prete accusato di molestie su bimbo assolto in Appello con formula piena

Lo sfogo dopo la sentenza: "Dopo cinque anni di sofferenze sono rinato". Ma sulla sospensione a divinis la Curia prende tempo

FERRARA. «È un cosa che non si può descrivere, dopo cinque anni di sofferenze oggi sono rinato. Non riesco a trovare le parole, provo solo una grande gioia». A parlare è il sacerdote che nel giugno dell’anno scorso era stato condannato in primo grado a un anno e 4 mesi per molestie sessuali ai danni di un bimbo. Ora la Corte d’Appello di Bologna ha cancellato quella condanna e l’onta di essere accusato di un reato tanto infamante.

Assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, così come richiesto anche dal procuratore generale. «Sono stordito dalla felicità - continua a ripetere il sacerdote ferrarese - Voglio anche ringraziare tutti quelli che, come monsignor Andrea Turazzi, mi sono stati vicini in questo periodo difficile e hanno pregato per me e per il buon esito del processo. E se vuole, lo scriva pure, il mio nome, perché non ho niente da nascondere».

Il nome, in realtà, continueremo a ometterlo per tutelare l’identità del bimbo, all’epoca di appena tre anni, che si è trovato, suo malgrado al centro di questa storia.

Il bimbo appartiene a una famiglia straniera che il religioso aveva ospitato e aiutato economicamente. Poi il padre lo aveva accusato di aver molestato il bimbo, sostenendo di aver sorpreso il prete insieme al figlio durante una festa di compleanno. Da qui una ridda di denunce, controdenunce e processi incrociati uno dei quali, ancora in corso, vede imputato per estorsione (per presunti ricatti contro il prete) proprio il padre del piccolo.

E se i giudici di primo grado avevano ritenuto credibile la versione del padre del bambino, di diverso parere si è dimostrata la Corte d’Appello, che ha accolto la tesi difensiva sostenuta dagli avvocati del sacerdote, Giacomo Forlani e Claudio Maruzzi, e che ha convinto anche il procuratore generale. «Siamo naturalmente molto soddisfatti - dichiarano i legali - Al nostro assistito è stata oggi restituita la dignità dopo anni dolorosissimi».

L'avvocato difensore Giacomo Forlani

Una battaglia che la difesa ha sostenuto in tutto questo tempo chiedendo e ottenendo prove, esami e perizie. E sostenendo che le accuse erano inventate, frutto di un tentativo di ricattare il sacerdote. Che, dopo la condanna in primo grado (che prevedeva anche una provvisionale di 20mila euro per i danni morali subìti dalla controparte), era anche stato sospeso a divinis (la pena canonica che prevede il divieto di celebrare riti e sacramenti) dalla Curia di Ferrara. Un provvedimento che, alla luce dell’assoluzione piena in secondo grado potrebbe essere rivisto. Interpellato a questo proposito, però, il vescovo Luigi Negri ha preso tempo: «Devo pensarci, in questi giorni rifletterò sulla decisione da prendere».

L'avvocato difensore Claudio Maruzzi

Anche perché resta ancora l’ultimo grado di giudizio, quello della Cassazione, a cui la parte civile, rappresentata dall’avvocato Giovanni Montalto, ha già annunciato di voler ricorrere, una volta lette le motivazioni della sentenza. «Era un processo che si basava sulla credibilità dell’uno o dell’altro - commenta - E quando nessuna delle parti parla al processo, è facile convincersi sulla non genuinità dei testimoni».