Il Cepim: la sindrome non inabilita al lavoro

A Genova opera da circa 40 anni un servizio specializzato per la riabilitazione e l’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down. Dal Cepim, Centro Italiano Down, questo il suo nome, è...

A Genova opera da circa 40 anni un servizio specializzato per la riabilitazione e l’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down. Dal Cepim, Centro Italiano Down, questo il suo nome, è stato approvato il progetto (secondo quanto ha riferito alla “Nuova” la responsabile della struttura al centro della vicenda) che ha consentito a un’assistente di poter lavorare nel nido. L’onlus è stata fondata nel 1974 da un gruppo di famiglie con bimbi down e dall’allora primario di Pediatria dell’ospedale Galliera. Dal ’78, sottolineano gli operatori, la struttura è convenzionata con l’Asl del capoluogo ligure. Si tratta del «primo servizio» creato in Europa per la riabilitazione di persone con sindrome di down.

«Rilasciamo valutazioni sull’idoneità delle persone down a svolgere determinate mansioni lavorative, anche in ambito educativo», spiega il direttore scientifico Aldo Moretti.

Chi rilascia queste valutazioni?

«E’ un’equipe di specialisti, educatori professionali specializzati, psicologi, psichiatri infantili e mediatori al lavoro».

In base a quali criteri vengono valutate idonee al lavoro le persone down?

«Capacità di autonomia, capacità di resistenza, controllo dell’aggressività, insomma tutti i criteri chiesti in un ambiente lavorativo».

Avete mai avuto lamentele da aziende o da loro utenti su persone down da voi certificate?

«Assolutamente no, anzi, in tutti questi anni abbiamo avuto sempre più riscontri positivi riguardo a queste persone ritenute nel proprio ambito di lavoro come corrette, accurate e produttive». (an.mu.)