«I down? Vanno bene in cucina, non all’asilo nido»

Massimo Masotti (Ordine dei medici di Ferrara) lo scrive su Facebook durante un battibecco “social” con l’addetta stampa. Ed è polemica

FERRARA. «I Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio...ma a cambiare i bambini di pochi mesi proprio no: questa è platealità e cialtroneria». Ispe dixitMassimo Masotti, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Ferrara e da qualche tempo appassionato frequentatore dei social network, dove spesso interviene intingendo la tastiera nel calice urticante della polemica, orgoglioso e fiero - così ripete - di non mescolarsi alla schiera del «politicamente corretto».

Ieri pomeriggio la rivendicazione è comparsa sulla pagina Facebook dell’addetta stampa dell’Ordine dei medici, Camilla Ghedini, con la quale Masotti ha intrecciato un botta e risposta che nel giro di qualche ora ha fatto parecchia strada sul web, proprio nel giorno in cui in diverse piazze italiane si celebrava la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down. In effetti - questo il motivo dell’interesse - non si trattava solo di un bisticcio in famiglia (l’Ordine dei medici) ma di un pepato scambio di pareri sul caso dell’assistente Down rifiutata in un nido privato di Ferrara da una mamma che da quell’asilo ha ritirato la figlia, come ha raccontato mercoledì scorso la stessa responsabile del servizio. Da qualche giorno la vicenda ha assunto un rilievo nazionale. Masotti ha deciso si esprimere ieri la sua opinione rispondendo a un commento della stessa Ghedini sull’intervista a Giuseppe Sarti, direttore della Città del Ragazzo, pubblicata ieri dalla Nuova Ferrara sul rapporto tra “Down” e lavoro. «Io i miei nipoti me li sarei riportati a casa», ha commentato Masotti. Camilla Ghedini ha replicato sottolineando «l’urgenza di creare il senso dell’accoglienza di cui, questa storia rivela, c’è bisogno».

Un’affermazione che non ha proprio convinto il medico tornato subito sull’argomento: «Cara Camilla, non credo proprio!!!», parole seguite dalla frase riportata all’inizio dell’articolo sulla cucina e sul giardinaggio, sulla platealità e cialtroneria. «Sono parole "pesate", non "pesanti" - ha argomentato il vicepresidente dell’Ordine dei medici rispondendo ad un post della stessa Ghedini - del resto non avrei potuto mai fare né l'equilibrista né l'aviatore, né il fisico né l'architetto. Onestà è riconoscere i propri limiti e, eventualmente, anche quelli degli altri. Fine delle trasmissioni. Ciao!». Ma la discussione aveva già preso un abbrivio che difficilmente avrebbe potuto arenarsi all’interno del piccolo riquadrato bianco di una pagina Facebook.

«Mi sconvolgono le parole di Massimo..nn me l'aspettavo....», è intervenuta una persona interessata allo scambio dei pareri che stava salendo di tono. «Non è detto che si debba essere sempre politicamente corretti: a volte si deve anche dire quello che si pensa», ha sentenziato Masotti. «Certo Massimo...ma...non mi sarei mai aspettata che questo fosse il tuo pensiero...», ha insistito l’interlocutrice. La tastiera di Masotti questa volta non ha avuto la pazienza di argomentare e si è limitata a un commento che forse voleva apparire un po’ ironico, in realtà sembra più frutto dell’irritazione, faticosamente contenuta. «Non Ti preoccupare e pensa ai pensieri Tuoi: non ho fatto né Agraria né il DAMS e non ho ancora né Parkinson né Alzheimer. Pensa ai pensieri Tuoi. Grazie».

Gli occhi di tanti si sono posati nelle ore successive su quei post. Anche quelli di Raffaele Rinaldi, direttore dell’Associazione Viale K, che non è riuscito a “silenziare” il suo sconforto: «Io ritirerei volentieri mia figlia dal nido se sapessi della frequenza di genitori del genere....». Un giudizio dello stesso tenore è comparso sulla pagina Facebook dell’assessore comunale Caterina Ferri: «Questi i commenti del vice presidente dell'Ordine dei medici di Ferrara: direi che dobbiamo fare ancora molta strada per il rispetto dei diritti e contro le discriminazioni». Nelle stesse ore nessun riferimento al tema si poteva cogliere sulla pagina Facebook di Masotti, ieri abbellita da eleganti pitture, copertine di libri, video e scatti fotografici di spettacoli teatrali. (gi.ca.)